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Toscana

In aula

Assolti i due atleti accusati di aver stuprato la schermitrice Fernanda Herrera a Chianciano Terme

di Redazione web

	Il tribunale di Siena
Il tribunale di Siena

La decisione del gup arriva al termine di un procedimento seguito con grande attenzione dal mondo della scherma: in aula la giovane atleta messicana ha ascoltato il verdetto tra la commozione, mentre la difesa annuncia che il percorso giudiziario proseguirà con l’impugnazione della sentenza

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Si chiude con un’assoluzione piena il procedimento che vedeva coinvolti i due schermidori italiani Emanuele Nardella e Lapo Pucci, accusati di violenza sessuale nei confronti della collega messicana Fernanda Herrera, all’epoca dei fatti minorenne. Il gup Andrea Grandinetti, dopo una breve camera di consiglio, ha pronunciato la formula più ampia: «Assolti perché il fatto non sussiste».

L’accusa e la richiesta di condanna

Secondo la ricostruzione della procura, rappresentata dal pm Serena Menicucci, l’episodio sarebbe avvenuto tra il 4 e il 5 agosto 2023 in un albergo di Chianciano Terme, durante un raduno internazionale. Per i due imputati, la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi con rito abbreviato, richiesta avanzata lo scorso 10 febbraio.

La reazione in aula

Alla lettura della sentenza, la giovane atleta – presente insieme alla madre e in partenza il giorno successivo per una gara a Lima – è scoppiata in lacrime. Assenti i due imputati, che invece avevano partecipato alla lunga udienza del 10 febbraio. «Sono commossi, loro e le loro famiglie», ha commentato l’avvocato Antonio Starace, che li difende insieme ai colleghi Gian Paolo del Sasso ed Enrico De Martino. La madre di Fernanda ha voluto leggere ai cronisti il suo messaggio: «Sono stati tre anni devastanti per noi. Oggi emerge una realtà molto chiara, di quanto sia difficile per noi donne ottenere giustizia. Questa decisione non cambia la verità dei fatti».

L’annuncio dell’appello

Il legale della schermitrice, l’avvocato Luciano Guidarelli, ha già dichiarato l’intenzione di impugnare la decisione una volta depositate le motivazioni, previste entro 90 giorni.

Gli effetti sulla carriera sportiva

In attesa della conclusione del percorso giudiziario, ai due atleti era stato impedito di svolgere attività agonistica dal 30 giugno scorso.

La voce della giovane atleta

Dopo tre anni di silenzio, Herrera ha scelto di mostrarsi pubblicamente: «Sono venuta in Italia per prepararmi alle Olimpiadi di Los Angeles. Pensavo di trovare qui il mio futuro, invece ho incontrato le persone peggiori. Non ho mai mostrato il mio volto, ma ora sono stanca: voglio farmi vedere ovunque perché sono orgogliosa di me stessa. Oltre a lottare per le medaglie, voglio lottare per la giustizia. Non mi fermerò mai, andrò fino alla fine».

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