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Perché con il nuovo disegno di legge sfrattare gli inquilini morosi diventa più facile: cosa cambia

di Redazione web

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Si riducono i tempi, intervenendo anche sulle modalità di notifica ed esecuzione: i dettagli del provvedimento in arrivo

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Il Governo ha dato il via libera a un disegno di legge d’urgenza che introduce una corsia accelerata per gli sfratti: il provvedimento prevede il rilascio dell’immobile entro 15 giorni dal ricorso, con una penale dell’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo.

Di cosa parliamo

La misura, inserita nel nuovo pacchetto sulla casa approvato dal Consiglio dei ministri il 30 aprile, punta a velocizzare le procedure di sgombero sia per immobili privati sia per alloggi pubblici occupati senza titolo.

La principale novità riguarda la tempistica: si riducono drasticamente i tempi per ottenere il rilascio dell’abitazione.

Cosa cambia: i tempi

Le nuove norme intervengono anche sulle modalità di notifica ed esecuzione, con l’obiettivo di rendere più rapide le liberazioni degli immobili nei casi di morosità, fine contratto o occupazioni abusive. Secondo i dati disponibili, in Italia nel 2024 sono stati emessi oltre 40mila provvedimenti di sfratto, con circa 21mila esecuzioni effettuate con l’intervento della forza pubblica. Nel 75-80% dei casi la causa è la morosità.

I numeri

L’intervento mira ad aumentare l’offerta di case in affitto, in un contesto in cui i canoni sono cresciuti mediamente del 7-8% nel 2025, soprattutto nelle grandi città come Milano, Roma e Napoli. L’intenzione è affrontare un’emergenza abitativa sempre più strutturale.

Reazioni

Le associazioni dei proprietari e gli operatori immobiliari hanno accolto positivamente la riforma, ritenendo che procedure più rapide possano incentivare i proprietari a rimettere sul mercato gli immobili. Di segno opposto le critiche delle opposizioni e delle associazioni per il diritto all’abitare, che evidenziano il rischio di un impatto sociale sulle famiglie più fragili. Con oltre 2 milioni di nuclei in condizioni di povertà, il timore è che l’accelerazione degli sfratti possa aggravare la situazione senza intervenire sulle cause alla base, come la perdita di reddito e l’aumento del costo della vita.

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