Il Tirreno

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Il tema

La sicurezza del lavoro nei porti al centro di un seminario alla Camera dei Deputati

di Maurizio Campogiani

	Un momento del convegno
Un momento del convegno

Rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali chiamate al confronto dall’Ente Bilaterale Nazionale Porti. Annunciata l’imminente presentazione di uno studio sul lavoro usurante

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ROMA. Il tema sempre attuale della sicurezza del lavoro nei porti è stato al centro di un seminario svoltosi presso la Sala Regina della Camera dei Deputati organizzato dall’Ente Bilaterale Nazionale Porti, organismo paritetico costituito da tutte le parti stipulanti il contratto collettivo nazionale dei lavoratori degli scali marittimi italiani.

Il seminario ha visto la folta partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, tra i quali il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, e il presidente della commissione trasporti della Camera, Salvatore Deidda, dei rappresentanti di diverse associazioni di categoria e di esponenti delle diverse sigle sindacali.

In tutti gli interventi è stata sottolineata la necessità che, nonostante i dati confortanti riguardanti gli infortuni sul lavoro denunciati nel biennio 2023-2024, venga comunque mantenuto il massimo livello di attenzione e siano adottate tutte le misure necessarie per fare in modo che il margine di rischio sia ridotto al minimo, proprio in considerazione della particolare pericolosità delle operazioni che si svolgono sulle banchine e a bordo delle navi.

Ciò, anche in considerazione delle esigenze dei traffici, che richiedono sempre l’esecuzione delle operazioni marittime e portuali alla massima velocità.

Nelle sue conclusioni, il presidente dell’Ente Bilaterale Nazionale Porti, Angelo Manicone, ha comunicato che prossimamente sarà presentato uno studio che evidenzia come le attività portuali siano da considerarsi in gran parte usuranti e degne, quindi, di un inquadramento normativo chiaro, che ponga fine alle attuali incertezze determinate dalla presenza di decreti legislativi che non appaiono affrontare la questione in maniera omogenea.

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