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Accordo segreto delle patatine: maxi multa per tre colossi degli snack – Tutti i supermercati coinvolti

di Redazione web

	Scoperto accordo segreto delle patatine
Scoperto accordo segreto delle patatine

L’Autorità garante ha ricostruito anni di coordinamento illecito tra produttori, con offerte pilotate e clienti assegnati in anticipo, un sistema che avrebbe inciso sui costi sostenuti dalla grande distribuzione e, di riflesso, sui prezzi a scaffale

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L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inflitto una sanzione complessiva superiore ai 23 milioni di euro a tre dei principali produttori italiani di patatine e snack salati. Secondo l’Antitrust, Amica Chips, Pata e Preziosi Food avrebbero messo in piedi un sistema di coordinamento illecito per evitare di farsi concorrenza nelle forniture destinate alle grandi catene della distribuzione organizzata.

Come funzionava l’intesa segreta

L’indagine, avviata nel 2024 dopo la segnalazione anonima di un whistleblower, ha ricostruito un meccanismo che sarebbe andato avanti per anni. Le tre aziende, invece di competere nelle gare per la produzione dei prodotti a marchio del supermercato (le cosiddette private label), si sarebbero accordate per spartirsi i clienti. Quando venivano indette le procedure di gara, le imprese partecipavano solo formalmente: chi non era “designato” a vincere presentava offerte meno vantaggiose, lasciando campo libero al concorrente prescelto.

Le sanzioni e il programma di clemenza

L’Antitrust ha stabilito sanzioni differenziate:

  • Amica Chips: 8.239.210 euro
  • Pata: 7.555.387 euro
  • Preziosi Food: 7.503.550 euro

Gli importi sono stati ridotti grazie alla collaborazione fornita dalle aziende durante l’istruttoria, che ha permesso loro di beneficiare del programma di clemenza previsto dalla normativa.

Le catene della GDO coinvolte

Il cartello riguardava le forniture di snack salati destinati ai supermercati che poi li rivendevano con il proprio marchio. Tra le insegne indicate come vittime dell’intesa figurano alcune delle principali realtà della distribuzione italiana: Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Lidl, Aldi, Eurospin, Selex, VéGé, Despar, Tigre, MD, Crai, Penny Market e Pam Panorama.

Effetti sui prezzi e sui consumatori

Secondo l’Autorità, l’accordo avrebbe avuto un impatto diretto sui costi sostenuti dai supermercati. L’assenza di reale concorrenza, infatti, avrebbe mantenuto i prezzi di acquisto più alti, riducendo il margine di manovra delle catene per proporre prodotti a scaffale più convenienti. In altre parole, il cartello avrebbe contribuito a far lievitare il prezzo finale delle patatine e degli snack venduti con il marchio del supermercato.

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