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Corridoio Tirrenico, Maremma in marcia: corteo record a Capalbio contro ritardi e pericoli dell’Aurelia – «Basta promesse»

di Redazione web
Corridoio Tirrenico, Maremma in marcia: corteo record a Capalbio contro ritardi e pericoli dell’Aurelia – «Basta promesse»

Una manifestazione trasversale chiede finalmente decisioni concrete sulla Tirrenica, dopo decenni di rinvii e un tratto dell’Aurelia ancora tra i più pericolosi d’Italia

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CAPALBIO. Scatta la protesta per la Tirrenica. Il corteo nella mattina di venerdì 17 aprile. Alle 10.40 la lunga fila di cittadini, amministratori e comitati ha iniziato a muoversi dalla Torba verso Pescia Fiorentina. Una partecipazione ampia, trasversale, che racconta quanto il tema del corridoio tirrenico continui a toccare l’intera Maremma. La richiesta è sempre la stessa: una strada sicura e un progetto definitivo, dopo anni di rinvii e promesse rimaste sulla carta. Lungo quel tratto dell’Aurelia, le croci che costeggiano la carreggiata ricordano le vite spezzate da incidenti che hanno trasformato la Tirrenica in un simbolo doloroso di ritardi e responsabilità mancate. Non solo asfalto, dunque, ma una ferita aperta per tutto il territorio.

Una storia lunga decenni

Il corridoio tirrenico è un tema che ritorna ciclicamente nel dibattito pubblico. Progetti, varianti, tracciati alternativi, valutazioni ambientali: negli ultimi quarant’anni non è mancato nulla, tranne una decisione definitiva. Ed è proprio questa attesa infinita che oggi ha riportato in strada centinaia di persone.

Tra speranza e scetticismo

Accanto alla grande partecipazione, nel corteo si percepisce anche un sentimento diffuso di disillusione. Molti ricordano le mobilitazioni degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, tutte accomunate da un epilogo identico: tanta attenzione, pochi risultati concreti. Il timore è che anche questa giornata possa aggiungersi alla lunga lista di iniziative rimaste senza seguito.

«Che questa sia la volta buona»

Nonostante lo scetticismo, la richiesta che arriva dalla piazza è chiara: questa mobilitazione deve segnare un cambio di passo. Sindaci, amministratori locali, rappresentanti istituzionali e cittadini chiedono che la sicurezza diventi finalmente una priorità e che il territorio non debba più convivere con un’infrastruttura incompleta e pericolosa.

Il messaggio della Maremma

Dalla manifestazione emerge un appello netto: basta rinvii. Servono tempi certi, progetti definiti e interventi reali. Ogni giorno senza una soluzione è un giorno in cui quel tratto di Aurelia continua a rappresentare un rischio per chi lo percorre.

Rossi (FdI): «Serve sbloccare l’impasse tra Sat e Anas»

Alla manifestazione ha partecipato anche il deputato toscano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, che ha ribadito la necessità di intervenire rapidamente sul tratto meridionale della Toscana. «Il corridoio tirrenico è un’infrastruttura strategica che collega idealmente Parigi a Roma, ma tra San Pietro in Palazzi e Tarquinia resta incompleto», ha dichiarato. Rossi ha ricordato che nel comune di Capalbio l’Aurelia è ancora a una sola corsia per senso di marcia, con incroci a raso e senza barriere di sicurezza, in un tratto tra i più pericolosi d’Italia. «Il lotto tra Ansedonia e il confine con il Lazio è già cantierabile — ha spiegato — ma l’impasse tra Sat e Anas sta bloccando tutto. Ho sollecitato personalmente l’amministratore delegato di Anas e commissario dell’Aurelia, Gemme, perché si arrivi a una soluzione». Secondo il deputato, ora è necessario definire i passaggi progettuali e reperire le risorse per i lotti pronti a partire, «riducendo la burocrazia che continua a rallentare un’opera attesa da decenni».


 

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