Omicidio Giacomo Bongiorni, il racconto degli amici: «Noi sappiamo perché ha rimproverato quei ragazzi prima di morire»
Poi spiegano la decisione di andare in tv a Domenica In: «Abbiamo portato la voce di tutto il quartiere, la gente deve sapere tutto, abbiamo sentito dire tante cose in questi giorni»
MASSA. All’inizio loro a Domenica In – il programma condotto da Mara Venier su Rai1 – non ci volevano nemmeno andare. Almeno, non pochi giorni dopo la morte di Giacomo Bongiorni, ucciso in piazza Palma a Massa. Per loro Giacomo era l’amico d’infanzia, quello con cui sono cresciuti a partite di pallone e “scorribande” in paese.
Le parole degli amici
«Non ci sembrava rispettoso», spiega a nome di tutti Davide Nicolini. Poi però «abbiamo deciso di andare a Roma per raccontare che persona era e farlo sapere a tutti», aggiunge Nicolini. Così lui, insieme a Marco Gentili ed Emanuele Pernice, sono partiti da Massa in direzione degli studi Rai nella Capitale per raccontare domenica scorsa, a nome dell’intero Mirteto, chi era il loro amico Giacomo. «È come se avesse parlato ciascun residente del Mirteto», sottolinea Nicolini, che racconta: «In generale abbiamo sentito delle cose non giuste, e allora volevamo provare a dare l’immagine del Giacomo che conosciamo. Tutti noi, quando si sbagliava, siamo stati abituati a essere rimproverati: non in maniera cattiva, era un insegnamento. Lui è cresciuto così, sapeva ciò che gli era stato insegnato e ha cercato di applicarlo di fronte a suo figlio». Giacomo, ad esempio, aiutava sempre a portare un amico della “compagnia” che era in carrozzina. Sabato sera, quindi, «penso che lui – aggiunge Nicolini – abbia agito come se fosse stato un babbo. Era uno che manteneva la famiglia, si alzava e lavorava, era sempre presente, in qualsiasi situazione. Era una persona squisita, altruista. Questo affetto incredibile c’è stato anche perché Giacomo era una persona veramente dolce e buona. Siamo cresciuti assieme, per me era come un fratello».
Un’ondata di amore
Un’ondata d’amore che non si arresterà mai e che sta ancora lavorando per un altro momento di ricordo, nella serata di martedì 21 aprile a Carrara. E mentre anche Nicolini partecipa ai preparativi, si ricorda ancora l’ultima volta che ha visto il suo amico Giacomo. «Era il giorno prima di Pasqua. Siamo stati un po’ a parlare, anche del suo futuro: doveva sposarsi, era contento, felice, ci siamo scambiati gli auguri. Poi non l’ho più rivisto».
