Fabrizio Corona, in Toscana una puntata live di “Falsissimo” aperta al pubblico – E scoppia la polemica
Il Pd porta il caso in consiglio comunale e chiede chiarimenti sulla scelta di ospitare l’ex re dei paparazzi al Castello Pasquini, mentre il sindaco rivendica la linea del “no alla censura”
CASTIGLIONCELLO. Nella programmazione degli eventi estivi al castello Pasquini spunta l’appuntamento con lo spettacolo “Falsissimo” di Fabrizio Corona. Data e ora: 5 agosto alle 21,30. Apriti cielo. La polemica corre sì sui social – con commenti seccati di cittadini che si chiedono se sia il caso di ospitare un personaggio come Corona a Castiglioncello – ma entrerà anche in consiglio comunale attraverso un’interpellanza con cui il Pd chiede lumi circa una presenza che «rischia di svilire il prestigio di una sede istituzionale così rilevante». «Lo spettacolo di Fabrizio Corona – spiegano il sindaco Claudio Marabotti e l’amministratore unico di Armunia Roberto Riccio – non rientra nella programmazione del Festival di Castiglioncello e non ha ricevuto né patrocinio né alcun contributo da parte dell’amministrazione comunale o della Fondazione Armunia (l’organizzazione è di Step, che ha affittato lo spazio ndr)». Ma andiamo con ordine.
Lo spettacolo
La presenza dell’ex re dei paparazzi a Castiglioncello è sancita dalla messa in vendita dei biglietti per il suo spettacolo del 5 agosto ed è segnalata anche sul sito di Leg (Live emotion group). Dando un’occhiata sul portale online Ticketone, peraltro, si capisce che quella al castello Pasquini è una delle date estive del discusso tour “Falsissimo a teatro”. Che non è inserito tra gli appuntamenti del Castiglioncello Festival, kermesse invece organizzata da Palazzo Civico, Fondazione Armunia e Leg con eventi calendarizzati (per adesso) dal 24 luglio al 18 agosto proprio al castello Pasquini.
«Serve chiarezza»
Luogo che, secondo il Pd «rappresenta il fulcro della vita culturale del nostro territorio – come si legge nel testo dell’interpellanza che sarà presentata in consiglio comunale – ed è un luogo simbolo di prestigio internazionale legato alla grande tradizione del cinema, del teatro e della danza». Alla luce di tutto questo il Pd sottolinea la necessità di considerare che sebbene «la programmazione estiva del Castello Pasquini sia gestita dalla Leg, la titolarità della visione politica e culturale del territorio deve restare in capo all’amministrazione comunale» e che «la scelta di ospitare figure il cui profilo mediatico è distante dai valori di promozione culturale, civile ed educativa che il Comune dovrebbe perseguire, rischia di svilire il prestigio di una sede istituzionale così rilevante».
«Non ci sarà censura»
Sulla possibilità di opporsi alla messa in scena dello spettacolo di Corona, il sindaco Marabotti sottolinea che «la censura da questa amministrazione non è contemplata». Poi ricorda ciò che accadde nel 2019 sotto l’allora amministrazione comunale a maggioranza Pd quando dagli ospiti del Gran Galà Perla del Tirreno fu depennato Povia. «Non ho niente in comune con lui – disse sette anni fa l’attuale primo cittadino – ma non sono d’accordo sul fatto di annullare la sua partecipazione a un evento per le idee che ha. Se Povia dice cose illecite ci deve pensare la magistratura, altrimenti che parli liberamente». Ed la stessa cosa che, evidentemente, il sindaco di Rosignano Claudio Marabotti pensa anche di Fabrizio Corona.
L’interpellanza
Del caso - Corona, comunque, il Partito democratico ha chiesto al sindaco e alla giunta di esprimersi in consiglio comunale. Per questo ha presentato una interpellanza domandando «se la scelta di inserire lo spettacolo di Corona sia stata una decisione di Leg (che però in questo caso non è l’organizzatore diretto dell’evento, ndr) o se sia stata condivisa e autorizzata dall’amministrazione. Nel caso in cui la decisione sia stata esclusivamente del gestore privato, quali siano le clausole contrattuali che impediscono al Comune di intervenire o di esercitare un diritto di veto. Qualora l’amministrazione abbia invece dato il proprio assenso, quali siano le ragioni di opportunità culturale e politica che hanno portato a ritenere tale spettacolo idoneo a rappresentare l’offerta estiva del Castello Pasquini. E quale sia la visione complessiva della giunta in merito alle politiche culturali: se l’obiettivo sia il mero ritorno commerciale dei grandi eventi o se si intenda ancora investire sulla qualità e sul valore storico-artistico delle proposte, a tutela del marchio “Castiglioncello”». Insomma, in sostanza la presenza di Fabrizio Corona a Castiglioncello – fino a ora poco pubblicizzata a dire la verità – sta sollevando un polverone. E il 5 agosto è ancora lontano.
