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Crisi energetica, da maggio allarme scorte: le ipotesi sul piano d’emergenza in Italia. Rischio dad? La risposta del ministero

di Redazione web
Crisi energetica, da maggio allarme scorte: le ipotesi sul piano d’emergenza in Italia. Rischio dad? La risposta del ministero

Se il conflitto in Iran dovesse prolungarsi tra un mese si rischiano grandi difficoltà di approvvigionamento: sul tavolo c’è anche lo smart working

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L’Italia si prepara a uno scenario energetico complesso in vista dei prossimi mesi, con l’ipotesi – al momento tutta da valutare visti gli scenari in possibile rapido cambiamento – di misure straordinarie già a partire da maggio 2026. Tra le opzioni al vaglio del governo ci sono interventi diretti sui carburanti, con possibili effetti immediati sulla mobilità privata e sul sistema dei trasporti.

Il piano di emergenza

Secondo quanto emerge, nel caso in cui non si ristabilisca il traffico nello Stretto di Hormuz, potrebbe scattare un piano di emergenza che includerebbe anche il ritorno delle targhe alterne per i veicoli privati, una misura già adottata in passato durante le grandi crisi energetiche.

A confermare la delicatezza della situazione è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato apertamente di un rischio concreto di razionamento. Interpellato sulla possibilità di un blocco generalizzato nel giro di poche settimane, ha ammesso che si tratta di uno scenario temuto.

Il problema-gas

Il primo fronte critico resta quello del gas: attualmente gli stoccaggi sono al 44%, un livello superiore alla media europea, ma le forniture potrebbero ridursi sensibilmente già entro tre settimane, con un possibile peggioramento a maggio.

Per le auto

Sul piano della mobilità, il ritorno delle targhe alterne rappresenta una delle leve principali allo studio dell’esecutivo per contenere i consumi. Non si tratterebbe di una novità assoluta: provvedimenti simili furono introdotti durante la crisi petrolifera del 1973 e, più recentemente, in forma limitata nel 2022. L’efficacia di questa misura dipenderebbe però da vari fattori, tra cui la capillarità dei controlli e la disponibilità di servizi di trasporto pubblico, soprattutto nelle aree periferiche dove l’auto resta spesso indispensabile.

Il piano in discussione includerebbe anche altre iniziative, come la riduzione dell’illuminazione pubblica, un maggiore utilizzo delle centrali a carbone e un’accelerazione sulle fonti rinnovabili. Per i settori industriali ad alto consumo energetico, come siderurgia e meccanica, si valuta una riorganizzazione dei cicli produttivi.

Lo smart working

Parallelamente, si guarda anche al lavoro agile come strumento per ridurre gli spostamenti quotidiani. L’eventuale ampliamento dello smart working, sia nella pubblica amministrazione sia nel settore privato, potrebbe contribuire a contenere il traffico e, di conseguenza, la domanda di carburanti.

Resta comunque elevata l’incertezza legata all’evoluzione del quadro geopolitico. Il governo è atteso a breve con un’analisi aggiornata dei consumi energetici da presentare a Palazzo Chigi, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferirà in Parlamento nei prossimi giorni.

E la dad?

Sul fronte scuola nessuna possibilità, almeno per ora, di un ritorno alla didattica a distanza: «È irresponsabile auspicare un ritorno alla Didattica a distanza», Lo riferiscono all'Adnkronos fonti del Ministero dell'Istruzione e del Merito. «La Dad non è contemplata in alcun modo», aggiunge il ministro Giuseppe Valditara.

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