Crisi Medio Oriente, schizza pure il gasolio per trattori: esposto in Procura della Coldiretti – I prezzi e l’ipotesi accise mobili
La benzina a quota 1,8 e il diesel è stabile oltre 1,9. Il prezzo del Brent è andato sopra i 100 dollari al barile per sfiorare poi i 119 e assestarsi poco sopra i 108
La corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa si è fatta inarrestabile. La benzina è al massimo da quasi un anno, già oltre 1,7 euro al litro, e il gasolio da oltre tre anni e mezzo non sforava la soglia di 1,9.
Di cosa parliamo
Sono emblematici i dati Icad, l’azienda specializzata nello sviluppo di software e soluzioni tecnologiche per la gestione di stazioni di servizio che fornisce ogni giorno il prezzo medio dei carburanti a livello regionale. La febbre sembra non scendere: il diesel in appena cinque giorni in Toscana ha registrato un incremento di oltre il 5% e la benzina superiore ai due punti percentuali. Ma c’è dell’altro. Ed è la variabilità dei prezzi fra le stazioni di servizio.
Una tempesta perfetta su cui Coldiretti ha deciso di vederci chiaro presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di finanza per chiedere di fare piena luce su possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, passato nel giro di circa una settimana da 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro.
Il gasolio agricolo è un fattore produttivo essenziale. E secondo Coldiretti l’incremento del prezzo è anomalo e sproporzionato rispetto a quello generale del mercato dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto più contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo risulta tra i 40 e i 45 centesimi al litro.
Una dinamica che, secondo l’organizzazione agricola, non trova apparente giustificazione nelle variazioni dei prezzi internazionali né nell’andamento del mercato dei carburanti e che, per l’ampiezza del fenomeno, «lascia ipotizzare condotte speculative realizzate su larga scala».
I prezzi
La misura dei prezzi si ha spulciando i dati dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, comunicati dai gestori degli impianti di distribuzione. In Toscana la benzina più cara, ieri (9 marzo), si vendeva a una pompa bianca di Castelnuovo Berardenga, nel senese, 32 centesimi in più rispetto alla media. Il gasolio più costoso, invece, all’Ip Chianti Est a Bagno a Ripoli (2,279 euro/litro), una maggiorazione di 31 centesimi rispetto alla media toscana. La stessa dell’Ip Salavano Ovest, sulla A12, all’altezza di Rosignano Marittimo per quanto riguarda il Gpl che ieri ha superato un euro al litro (1,019).
La differenza più marcata, però, riguarda il metano e interessa il Pisa Carburanti, lungo la via Emilia, nella zona industriale di Ospedaletto della città della Torre: qui la differenza con il prezzo medio regionale è salita addirittura a 0,49 centesimi (1,999 contro 1,509 euro al chilo). E questi sono solo i prezzi dei self-service perché il cosiddetto “servito”, con il rifornimento fatto direttamente dal benzinaio, risente di oscillazioni indipendenti dal valore dei carburanti.
I mercati
Gli attacchi israeliani sui depositi di carburanti in Iran hanno ulteriormente fomentato il panico sui mercati petroliferi internazionali. Ieri mattina, all’apertura dei mercati asiatici, il Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, per sfiorare poi i 119 e assestarsi poco sopra i 108: non superava i 100 dollari da luglio 2022. Le quotazioni dei prodotti raffinati hanno continuato a salire, complice anche l’indebolimento dell’euro sul dollaro.
È un coro unanime di appelli alla calmierazione dei prezzi, dal fronte delle associazioni datoriali come da quelle a tutela dei diritti dei consumatori. A guardare fuori dai confini nazionali ci sono le scelte della Turchia come della Corea del Sud che hanno scelto di introdurre un tetto al prezzo dei carburanti. Che la situazione sia critica lo sottolinea anche la decisione della Cina: da oggi aumenterà i prezzi al dettaglio di benzina e gasolio, a seguito del forte aumento dei prezzi internazionali del petrolio. In Italia il governo e le opposizioni sembrano ritrovarsi uniti per abbassare il costo dei carburanti mettendo in campo lo strumento delle accise mobili.
Contromisure
Sono bastati pochi giorni per accorgersi che la guerra in Iran non è poi così lontana da noi. Ieri in Italia il garante per la sorveglianza dei prezzi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso e d’intesa con le altre amministrazioni, ha convocato una riunione d’urgenza della cabina di regia della Commissione di allerta rapida per un’analisi dell’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e fornire immediati riscontri al governo. Al termine è stato comunicato che «sono stati approfonditi gli aumenti anomali a monte della catena di distribuzione». Intanto, la Guardia di finanza per vigilare sulla situazione ha rafforzato i controlli «per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia e dei carburanti in generale».
Accise mobili
Tutto fa pensare che si attiverà il meccanismo delle accise mobili. La premier ha precisato che succederà solo «nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile». Sul prezzo dei carburanti oltre al costo del petrolio e all’Iva al 22%, incide l’accisa, ovvero una tassa fissa da corrispondere al litro. Il meccanismo utilizza le maggiori entrate erariali dovute all’Iva applicata sul costo del petrolio – il cui importo cresce insieme al prezzo della materia prima – per abbassare l’accisa e stabilizzare il prezzo del carburante alla pompa.
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