La truffa Truman Show ti circonda di persone finte: così stanno svuotando conti in Toscana – Ci cascano in tantissimi
La spiegazione del presidente di Adiconsum Toscana, Antonello Simone: «Non fidatevi mai, ecco come riconoscere subito l’inganno»
Il nome la dice lunga: Truman Show. Così viene chiamata una delle evoluzioni più insidiose delle frodi finanziarie online. Lo è in misura tale da meritare il paragone con il celebre film del 1998 interpretato da Jim Carrey, in cui il protagonista vive inconsapevole all’interno di un set cinematografico costruito ad arte. A mettere in trappola è la fiducia che si finisce per riporre in un sistema basato su gruppi di discussione in cui gli utenti che parlano con noi sono tutti finti, chatbot Ai, creati con l’intelligenza artificiale. L’ultima frontiera tecnologica del crimine informatico fa il paio con tecniche collaudate da tempo e che solo nel primo semestre dello scorso anno ai toscani hanno sottratto almeno 4 milioni di euro. «La vittima si trova immersa in una sorta di realtà parallela – dice il presidente di Adiconsum Toscana Antonello Simone –. Inizia con la promessa di guadagni eccezionali». Dal primo Sms parte la richiesta di spostare la conversazione su gruppi WhatsApp o Telegram. «Qui per acquisire credibilità – prosegue Simone –, vengono presentati, in maniera molto teatrale, dei sedicenti esperti membri del gruppo che hanno avuto successo, commenti entusiastici e foto di giornali, create con l’intelligenza artificiale, che magnificano i profitti. Guadagni ovviamente falsi». Il primo danno per chi ci casca è la perdita immediata dei soldi versati. L’altro è il furto d’identità. «In questi casi è difficile intervenire e fornire assistenza – spiega il presidente Simone – , si tratta di operazioni pressoché irrintracciabili o a favore di società fittizie, con sedi all’estero. Fare azioni per il recupero delle somme sottratte è complicato, anche dal punto di vista civilistico. Il primo passo è quello di sporgere denuncia alla polizia postale, che è specializzata nella prevenzione e repressione dei crimini informatici in Italia. Ma è la prevenzione la cosa fondamentale per difendersi dal rischio di truffe, anche evitando di farsi attrarre da banner che compaiono sui social e sui siti internet e promettono investimenti con guadagni facili».
Lo scenario
È chiamata Truman Show perché chi ci cade accede a una App fasulla, che mostra contenuti caricati da un server controllato interamente dai criminali. All’interno, la vittima vede un pannello di controllo per il trading, che solo apparentemente è collegato ai mercati finanziari, operazioni in corso con profitti crescenti. Grafici e saldi che aumentano magicamente. Ma è tutto simulato. Stuzzicato l’appetito arrivano le richieste decisive alla vittima di turno. Dal caricamento del documento d’identità alla richiesta di dati sensibili. E un deposito iniziale, che sia tramite bonifico o altri metodi per “attivare” l’investimento. I malviventi non disdegnano i versamenti in criptovalute. E così scatta la doppia frode: la perdita immediata dei soldi versati e il furto d’identità. «Si tratta di un mondo complesso, ma in cui è indispensabile il concorso causale dell’utente – afferma Simone – ; quindi, si deve evitare di fornire dati perché questo rende più complicato che una truffa vada a buon fine. Quando a un nostro sportello si presenta una persona che è incappata in truffe di questo genere è bene si sappia che sulle banche non si può intervenire se è stata fatta la disposizione di pagamento. Ma diamo indicazioni su come muoversi per limitare il danno, evitando ulteriori contatti telefonici, bloccando il numero e facendo denuncia alla polizia postale». Il presidente Adiconsum Toscana dà anche un’altra indicazione. «Un intermediario autorizzato non chiede mai dati e fondi in maniera tanto semplice, senza misure di sicurezza – afferma – . Si può verificare se è tale rivolgendosi alla Consob, anche in caso di una società estera per operare in Italia deve essere iscritta in un apposito elenco. Non bisogna farsi prendere da paura di perdere l’occasione o da ingordigia. La consapevolezza è l’arma più potente contro queste sofisticate trappole digitali».
Il fenomeno
Negli ultimi tre anni il fenomeno delle truffe digitali ha assunto proporzioni crescenti. Tra il 2022 e il 2024 l’ammontare complessivo delle somme sottratte attraverso truffe online e frodi informatiche ha raggiunto i 559,4 milioni di euro stando all’Osservatorio Crif sulle Frodi creditizie. L’ultimo dato disponibile è relativo al primo semestre 2025: oltre 18.800 i casi registrati (+9,2% rispetto allo stesso periodo del 2024), e il valore economico complessivo frodato ha superato gli 86 milioni di euro. Il fenomeno evidenzia una distribuzione diffusa, in base alla residenza dichiarata dal frodatore, con punte particolarmente elevate in alcune regioni. La percentuale più alta si registra in Lombardia (15,1%), seguita da Sicilia (12,8%) e Campania (12,4%). Mentre la Toscana si colloca a un livello intermedio, a quota 4,8 per cento nel primo semestre 2025 mentre nello stesso periodo dello scorso anno si attestava al 5 per cento.
