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Tasse, la guida per la pace col fisco: al via la quinta rottamazione delle cartelle – Come funziona e le scadenze

di Manolo Morandini
(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Possono aderire privati, professionisti e imprese con pendenze con l’erario dal 2000 al 2023 affidate in riscossione

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ROMA. La scadenza da segnare sul calendario è quella del 30 aprile, data entro cui dovranno essere presentate, solo in via telematica, le domande di adesione all’ennesima possibilità di stralcio dei debiti col Fisco. La rottamazione quinquies, ovvero la quinta pace fiscale, permette di sistemare le pendenze con l’erario affidate in riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Possono aderire privati, professionisti e imprese.

Di cosa parliamo

È entrata nel vivo il 21 gennaio la quinta edizione della rottamazione delle cartelle, che permette ai contribuenti di sanare il proprio debito con il Fisco in misura agevolata, senza dover pagare interessi e sanzioni, interessi di mora e aggio. Ovvero, lo Stato sconta al contribuente la parte accessoria del debito – tutto ciò che si aggiunge alla quota capitale –, che spesso è quella che lo rende insostenibile nel tempo.

Nella rottamazione quinquies rientrano i debiti derivanti da imposte che non sono state pagate e il creditore, l’Agenzia delle entrate o l’Inps, ha affidato all’Agenzia delle entrate Riscossione per procedere al recupero. Nel dettaglio, vi rientra l’omesso versamento di imposte che risultano dalle dichiarazioni annuali dei redditi come 730, modello Redditi ma anche dichiarazioni Iva e dalle liquidazioni automatiche. Inoltre, l’omesso versamento di contributi previdenziali dovuti all’Inps, esclusi quelli richiesti a seguito di un accertamento. E vi rientrano anche le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada affidate dalle Prefetture.

Chi

Sono ammessi alla Rottamazione quinquies, anche i contribuenti già decaduti dalle precedenti tre rottamazioni, dal “saldo e stralcio”, e dalla Rottamazione quater e relativa riammissione, ma solo se riferiti alle stesse tipologie di debiti. Restano, invece, esclusi i debiti già ricompresi in piani di pagamento della Rottamazione quater per i quali al 30 settembre 2025 risultano versate tutte le rate scadute.

Per venire incontro agli interessati, l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha reso disponibile online un servizio che permette di individuare automaticamente i propri “debiti rottamabili”, selezionando quelli da inserire nella richiesta, che come detto deve essere presentata entro il 30 aprile in via telematica. Sul sito dell’Agenzia Riscossione nella sezione “Definizione agevolata” è possibile sapere quali cartelle si possono effettivamente rottamare, dalla compilazione della richiesta entro 12 ore il sistema invierà una e-mail all’indirizzo indicato dal contribuente con il link per scaricare il prospetto entro cinque giorni dall’invio. Sullo stesso sito è a disposizione anche una lista delle domande più comuni per orientarsi nelle ultime novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026.

I tempi e non solo

L’Agenzia renderà disponibile entro il 30 giugno di quest’anno la comunicazione delle somme dovute con l’esito della domanda di adesione, gli importi da versare e i moduli di pagamento. Si deve inoltre tenere di conto che nella dichiarazione bisogna indicare l'eventuale pendenza di giudizi relativi ai debiti da rottamare e rinunciarvi. I giudizi sono sospesi dal giudice e si considerano definitivamente estinti con il versamento della prima o unica rata, e questo comporta l’inefficacia delle sentenze e dei provvedimenti non passati in giudicato.

Si può scegliere se pagare in un’unica soluzione, entro il 31 luglio di quest’anno, oppure i pagamenti potranno essere effettuati fino a nove anni, in un massimo di 54 rate bimestrali, ma la singola rata non potrà essere inferiore a 100 euro. La scadenza della prima rata è stabilita al 31 luglio, la seconda il 30 settembre e la terza il 30 novembre. Dalla quarta alla 51ª rata le scadenza sono il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027. Dalla 52ª alla 54ª rata il 31 gennaio, il 31 marzo e il 31 maggio del 2035. Ovviamente, nel caso di pagamento rateale si applica l’interesse del 3 per cento annuo.

L’adesione alla Rottamazione quinquies risulterà inefficace in seguito a un mancato o insufficiente versamento della prima e unica rata scelta per effettuare il pagamento, oppure di due rate – anche non consecutive – o dell’ultima rata del piano. In questi casi il debito originario “ritorna in vita”, al netto di quanto già versato, e l’Agenzia delle entrate – Riscossione potrà riprendere le azioni esecutive, tra cui rientrano pignoramenti e fermi amministrativi. In pratica, quanto versato verrebbe considerato una sorta di acconto rispetto a quanto dovuto.

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