Il Tirreno

Toscana

L’editoriale

Giornalismo e innovazione, Il Tirreno è pronto a guidare il cambiamento

di Cristiano Marcacci

	Cristiano Marcacci, direttore del Tirreno
Cristiano Marcacci, direttore del Tirreno

Un gruppo costruttore di idee e progetti a cui è stato affidato il compito di far tornare a brillare la stella polare della professionalità nel mare magnum dell’informazione digitale e dei social media

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Giornalismo è far sapere come stanno esattamente le cose, sulla base di un metodo preciso, indipendente, accurato, soprattutto nella verifica delle fonti. Questo è scritto in cielo da sempre ed ecco perché i bravi giornalisti servono e serviranno sempre. È altrettanto oggettivo il fatto che il mestiere sta cambiando, sta variando nelle sue declinazioni, dovendo agire ormai su più piattaforme.

Al Tirreno la professionalità che storicamente contraddistingue l’intera redazione è abituata ad anticipare pezzi di futuro e a raccogliere sfide all’apparenza proibitive. Siamo pronti anche stavolta, grazie alla ritrovata condivisione tra editore, direzione e giornalisti e all’impegno in prima persona del presidente del Gruppo Sae Alberto Leonardis nel seguire le relazioni industriali e il progetto di sviluppo e innovazione del giornale, per il quale è all’orizzonte l’ingresso di un importante e solido investitore toscano nella compagine societaria. Un obiettivo, quest’ultimo, raggiunto grazie al contributo del vicepresidente del Gruppo Sae Maurizio Berrighi.

Sviluppo e innovazione, appunto, rappresenteranno ancora di più la nostra bussola. A tenerla in mano sarà un laboratorio formato da autorevoli rappresentanti dell’azienda e da giornalisti.

Un gruppo costruttore di idee e progetti a cui è stato affidato il compito di far tornare a brillare la stella polare della professionalità nel mare magnum dell’informazione digitale e dei social media, tra le cui onde quel metodo scritto in cielo possa riconquistare la propria rilevanza e stabilire un nuovo patto coi lettori e la  comunità di riferimento. Riuscendo anche a domare l’intemperanza dell’intelligenza artificiale, che dovrà essere unicamente uno strumento a supporto dei giornalisti affinché si possa migliorare la personalizzazione dei contenuti e aumentare così il coinvolgimento degli stessi lettori.

Il futuro è questo. È già qui. E Il Tirreno lo vuol guidare.

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