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Nuove (e vecchie) truffe online: come riconoscerle ed evitarle

di Sara Venchiarutti
Nuove (e vecchie) truffe online: come riconoscerle ed evitarle

In un anno triplicato l’importo totale sottratto in Toscana: 9 milioni di euro. La Polizia postale: «Spesso usati anche metodi psicologici molto sofisticati»

03 febbraio 2023
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«Urgente! Il tuo pacco è in attesa». O «c’è qualcosa che non va con il tuo conto corrente». Ma ce ne sono anche di meno intimidatori: fantomatici premi da ritirare, spesso sfruttando assonanze con marchi famosi. Oppure facili (ed esagerati) guadagni grazie al trading online (vendite-acquisti di valuta) o alle criptovalute. Ecco il mondo delle truffe online. Sfaccettato, multiforme, in continuo movimento. Qui si insinuano false promesse, lusinghe. I truffatori sanno su cosa fare leva. «E come vincere paure e incertezze con metodi psicologici sempre più sofisticati», avverte Lorena La Spina, a capo del compartimento della Polizia postale per la Toscana. A volte sfruttano tutto. Anche il senso di solitudine. E mica pescano a caso, nel mucchio, le proprie vittime. Identificano i profili più adeguati. E applicano conoscenze informatiche professionali. E così il gioco è fatto.

Tanto che in Toscana dal 2021 al 2022 gli importi totali delle truffe informatiche sono pressoché triplicati. Da 3 milioni e 620mila a 9 milioni e 65mila euro. Tra i rivoli della rete è più facile nascondersi dietro a un numero apparentemente normale ma poi collegato a un’utenza falsa, o dietro a una app fasulla. Ma la principale difficoltà è legata alla sparizione dei soldi. «A volte – spiega La Spina – riusciamo a recuperare le somme, ma qui veramente la differenza la fa il tempo. Le cifre vengono veicolate su conti correnti esteri o convertite in criptovalute. Allora non le ritroviamo più». Unica protezione: la prevenzione.



Le nuove truffe
Tra i raggiri più recenti ne è comparso uno particolare. Ribattezzato la truffa del falso acquirente. Con tantissimi casi già alle spalle. «Questa tipologia – spiega La Spina – colpisce chi pubblica su Internet annunci di vendita di qualsiasi tipo. Si viene contattati da un soggetto che finge di essere interessato all’acquisto e propone una nuova forma per la riscossione del pagamento. Convince la persona a recarsi a uno sportello Atm Postamat e telefonicamente gli dà le istruzioni: fa inserire al malcapitato la tessera bancomat e gli fornisce presunti codici che servirebbero al venditore per incassare il denaro». E qui scatta l’inghippo. Con il malvivente che fa credere di incassare il denaro, quando in realtà glielo sta togliendo. E infatti i codici altro non sono che «il numero della carta Postepay del malvivente. Solo dopo la vittima si rende conto di aver fatto operazioni dispositive (pagamenti e invii di denaro, ndr)».

Trading e criptovalute
Ma le “novità” non sono finite. E infatti sono in aumento in Toscana, passando dai 237 casi del 2021 ai 257 del 2022, le truffe legate al cosiddetto trading online. E qui la faccenda raggiunge cifre di ben altro spessore. «Quest’estate ci sono stati casi di somme perse anche oltre i 200mila euro. Persone che magari si sono giocate la liquidazione o i soldi risparmiati nel corso di un’intera vita. In questo caso – spiega – ci può essere un primo contatto sui social oppure con un banner che riporta a un sito».

Poi il contatto telefonico. «I sedicenti broker che propongono investimenti a basso rischio, in genere o acquistando criptovalute oppure partecipando a operazioni di trading online. All’inizio vengono chiesti investimenti di piccole somme, come 200 euro. Poi si fanno installare al cliente sul proprio dispositivo applicazioni particolari che di fatto consentono al malvivente di acquisirne il controllo da remoto».

È allora che arrivano diagrammi di flusso che fanno vedere dei dati di rendimento fasulli, sempre crescenti. «Per invogliare a investire somme sempre più elevate. E – spiega La Spina – per convincerti ti danno anche delle piccole quote della somma investita». Poi però, quando si rivuole indietro l’intero importo, «richiedono delle commissioni di uscita molto elevate. Il cliente si rende conto di essere caduto in una truffa, fa denuncia, e il broker si rende irreperibile».

Romance Scam
Ma come “esca” non c’è solo la prospettiva di guadagno. In aumento in regione anche le truffe romantiche, che da 29 casi nel 2021 arrivano ai 34 nel 2022. In questo caso «la vittima – spiega La Spina – viene contattata (in genere sui social) da soggetti che spesso si attribuiscono uno status sociale elevato (classico il dirigente dell’esercito in missione), o che fanno leva sul senso di solidarietà delle persone con cui fingono di strutturare una relazione affettiva. Qui si sfrutta il bisogno di relazione di persone spesso sole, che si fidano e vengono convinte a inviare somme di denaro (con la promessa di una restituzione). Il denaro poi viene spostato su conti esteri e il soggetto si rende irreperibile».

I metodi più frequenti
Però la metodologia “preferita” dai truffatori è quella del phishing. Cioè «quando – spiega La Spina – riceviamo delle e-mail che chiedono di cliccare link particolari, ad esempio per risolvere problemi legati alla gestione del conto o per operazioni sospette. In genere rimandano in molti casi a pagine clone di quelle dell’istituto bancario che traggono perfettamente in inganno il malcapitato di turno. Oltre alle e-mail, il messaggio ora può essere inviato con sms (smishing) oppure si possono ricevere delle telefonate, a volte anche da numeri clone del numero dell’istituto bancario. Esistono infatti dei sistemi su Internet che consentono di far comparire come chiamante un numero diverso da quello effettivamente registrato».

Dalle banche ai (finti) corrieri. Con email che invitano a cliccare dei link per recuperare un pacco mai recapitato e così via. Quello che bisogna ricordare, conclude La Spina, è che «nessuno opera così». l

 

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