Il Tirreno

Sport

Tennis

Flavio Cobolli si ritira in lacrime a Vienna: l’abbraccio con Matteo Berrettini e la paura per Finals e Davis

di Federico Lazzotti

	L'abbraccio fra i due tennisti
◗
L'abbraccio fra i due tennisti

Ai quarti a Vienna anche Zverev che vince e diventa numero uno. Musetti invece si squaglia con re Arthur, ko Darderi

2 MINUTI DI LETTURA





VIENNA. I colpi del destino, a volte, sono passanti tremendi. Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, amici da una vita, non si erano mai incontrati in un torneo Atp. Ma la prima volta a Vienna, invece di essere una foto da mettere nel libro dei ricordi più belli, si trasforma in un dramma sportivo: Cobolli si ritira in lacrime a metà del primo set con l’amico che lo consola.

«Non ti alzare che è tutto nero», dice Matteo a Flavio. Un infortunio che apre scenari tetri per l’attuale numero uno italiano che dovrebbe, il condizionale ora è d’obbligo, giocare le Atp Finals e le finali di Coppa Davis.

La giornata storta: ko Darderi e Muso

Una giornata stortissima per il tennis italiano iniziata con il ko di Darderi, spazzato via in appena 48 minuti dallo statunitense Tommy Paul, e poi dall’harakiri di Lorenzo Musetti. Muso è magnifico fino al 4-2 e servizio nel terzo set, poi si squaglia davanti a re Arthur Fery, l’inglesino cresciuto a un chilometro dai campi di Wimbledon dove quest’anno ha raggiunto addirittura la semifinale. Il carrarino, infatti, dopo aver perso il primo set (4-6), era riuscito a recuperare lo svantaggio: secondo vinto (7-5) brekkando l’avversario nel suo ultimo turno di servizio.

Comincia il parziale decisivo e Musetti sembra avere la partita sotto controllo, tiene i primi due game al servizio con una certa disinvoltura: passanti telecomandanti e gioco che varia in ritmo e profondità tanto che nel sesto game fa il break (a zero). Uno pensa: adesso è fatta, Fery è psicologicamente più sottoterra del tunnel della manica e sta già pensando all’ora in cui prendere il volo per tornare in Inghilterra. E invece ecco che il match cambia volto: contro-break del britannico che da questo punto in avanti non concede più niente a Musetti. Il carrarino nel frattempo si innervosisce, impreca, allarga le braccia rivolto al suo nagolo. Insomma il solito “Muso” suscettibile che pensavamo essere un ricordo lontano dopo il tennista modello visto a Lione dove era tornato al successo in un torneo Atp a quattro anni dall’ultima volta. Raccontato in numeri: nei quattro game vinti dal britannico il parziale è di sedici punti a tre. Nel frattempo Fery si infortuna pure, ma ormai è troppo tardi per Musetti.

Ai quarti di finale del torneo di Vienna, oltre all’inglese che ora affronterà Zverev (da lunedì nuovo numero uno al mondo), si qualificano anche Alcaraz e Medvedev. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La protesta

Sciopero del 30 ottobre 2026, treni regolari ma la protesta non si ferma: le piazze in Toscana

di Redazione web
Il progetto Scuola 2030