Incendio a Pontedera, Ecoacciai rompe il silenzio: «Nessun rifiuto pericoloso coinvolto»
Emergenza finita, l’azienda: «Bruciate auto bonificate, pressate e premacinate»
PONTEDERA. Si sono concluse giovedì 29 ottobre le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato lunedì sera in un deposito di stoccaggio della Ecoacciai Spa, nella zona industriale di Gello a Pontedera. Oggi, 29 ottobre, ha riaperto anche il polo ambientale, con Revet, Geofor, Ecofor e Fattoria di Gello che sono potute tornare operative. Mentre gli accertamenti sulle cause del rogo si apprestano a entrare nel vivo, l’azienda specializzata nel recupero, nella lavorazione e nella commercializzazione di residui di automobili a fine vita rompe il silenzio.
Cosa dicono da Ecoacciai
«Al fine di evitare speculazioni o letture distorte della realtà, l’azienda tiene a precisare con fermezza che l’incendio ha interessato esclusivamente materia prima semilavorata – fa sapere la Ecoacciai – Si tratta di materiali derivanti dal nostro processo di premacinazione di auto pressate già bonificate, quindi esenti da sostanze pericolose, che Ecoacciai acquista regolarmente sul mercato per le proprie attività di recupero». Niente rifiuti pericolosi, dunque. Ma, come aveva riportato Il Tirreno, materiale (metallo, gomma e plastica) premacinato e destinato alla frantumazione, per ricavare flussi primari di ferro (proler) e secondari di materiali misti da selezionare e spedire ad acciaierie e fonderie.
«Fin dai primi istanti del divampare delle fiamme, la nostra azienda ha attivato immediatamente tutti i protocolli di sicurezza interni – prosegue l’azienda che fa capo al gruppo bresciano Ferriera Valsabbia –. Il nostro personale ha collaborato senza sosta e in totale sinergia con il comando dei vigili del fuoco e con le autorità competenti per circoscrivere e spegnere definitivamente i focolai e monitorare la situazione ambientale. Ringraziamo sentitamente i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, le autorità e i tecnici delle agenzie ambientali per il loro tempestivo e straordinario lavoro».
L’intervento
Un lavoro che ha impegnato 45 pompieri dai comandi di Pisa, Livorno, Prato e Firenze con 10 mezzi antincendio e un mezzo aeroportuale. Presenti inoltre i droni del nucleo Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto per il monitoraggio dall’alto dell’incendio e personale della Topografia applicata al soccorso. Nel frattempo Arpat ha proseguito anche oggi i campionamenti di vegetali per cercare eventuali contaminanti, tra cui metalli, diossine e furani, idrocarburi policiclici aromatici e Pcb.
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