Mondiali 2026, Infantino e la verità sul ripescaggio dell’Italia. E svela un aneddoto sul Var
Il presidente della Fifa fa anche il punto della situazione sulla tecnologia. La replica del ministro Abodi
«C’è mai stata la possibilità che l’Italia venisse ripescata? Sinceramente, mai». Così il presidente della Fifa Gianni Infantino in una intervista rilasciata a Undici in vista dell’inizio del Mondiale.
Tecnologia e Var
«Cosa vedremo di nuovo? Tutti i calciatori, quando arriveranno nei rispettivi ritiri, verranno scannerizzati dalla testa ai piedi, per rendere ancora migliori i controlli, ad esempio, su un eventuale fuorigioco. La proiezione del loro corpo nelle elaborazioni grafiche sarà tarata sulle dimensioni e le forme reali. Così, il margine di errore si assottiglierà ulteriormente – ha proseguito – Ma non arbitrerà la tecnologia: la partita la dirigono gli arbitri, solo che avranno un supporto tecnologico al passo coi tempi».
Italia-Francia
A proposito del Var Infantino ha ammesso che senza la tecnologia si stava «decisamente peggio – ha concluso – Lo penso da quando a Bari, il primo settembre 2016, si giocò l’amichevole tra Italia e Francia. Allo stadio San Nicola, dentro un van parcheggiato all’esterno, io e Pierluigi Collina stavamo vivendo il primo test ufficiale offline della storia del Var in una partita internazionale, in una sala Var improvvisata, a quattro ruote. È partito tutto da lì».
Le parole di Abodi
«Infantino ha detto non c’è mai stata la possibilità che l'Italia potesse venire ripescata? Ha detto in modo differente quello che ho detto dal primo momento. Che lo abbia detto diciamo non aggiunge sostanzialmente nulla rispetto al nostro pensiero. Il nostro orizzonte ormai è il 2030». Lo ha detto il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi a margine della presentazione dei risultati del progetto Rete legato ai giovani.
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