Lavoro
Incendio a Vicopisano, cinque aziende ancora ferme: 400 lavoratori restano a casa
Dopo il rogo parziale riapertura delle attività nell’area di Piana di Noce-Lugnano. Bandecchi (Yachtline): «Bloccate le consegne di yacht»
VICOPISANO. Dall’interdizione completa alla parziale riapertura. Ieri nell’area industriale di Piana di Noce-Lugnano, a Vicopisano, la gran parte delle attività ha potuto far rientro nelle proprie sedi, dopo due giorni interi di “pausa forzata” a causa dell’incendio scoppiato alla Delca Energy, in via Masaccio. Tutte tranne cinque, le vicine di casa dell’azienda di recupero materiali plastici nella quale lunedì mattina si è scatenato l’inferno.
Sono Pentair Water, Yachtline, Ciemmegi, Ruberti e Luna Verde: circa 400 lavoratori rimasti a casa un altro giorno – ma non l’ultimo – per l’aria irrespirabile che si sarebbero trovati a inalare. E se da una parte non sembrano emergere dita puntate per il tempo perso davanti a esigenze di tutela della salute e della sicurezza, dall’altra gli inconvenienti sono tutt’altro che trascurabili.
«Siamo fuori dalla ditta da tre giorni ed è un disagio incredibile – dice Fiorenzo Bandecchi, titolare assieme a Enrico Ciacchini di Yachtline 1618 Spa, azienda che produce interni per mega e giga yachts e per ville di lusso, presente oltre che in via Masaccio anche a Bientina e a Genova – Quest’incendio è capitato nel momento in cui si concentrano le consegne degli yacht e stavamo facendo anche turni di notte per finire in tempo. Per questo avevamo chiesto di poter effettuare le consegne più urgenti, tra cui quella per uno yacht di 135 metri destinato a Livorno, ma l’aria da noi è ancora irrespirabile. Per carità, di fronte a un’emergenza c’è poco da fare e la salute viene prima di tutto, per questo abbiamo fiducia nell’operato del sindaco Matteo Ferrucci, ma restiamo con 130 dipendenti a casa».
Di dipendenti ne ha ancora di più Pentair (250), azienda che produce valvole e pompe per il trattamento e la filtrazione dell’acqua e che si trova a pochi metri in linea d’aria dal capannone andato a fuoco.
Un’altra azienda che si chiede quando riaprire, ma più che per recuperare il tempo perso, per evitare ripercussioni sanitarie. A fiamme spente, come conferma Matteo Centi (tra i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in Pentair) la priorità resta quella di analizzare l’aria interna alla sede, pulire gli ambienti e sanificare impianti e filtri. Quindi forse anche più di un altro giorno di chiusura.
Molto simile alla normalità invece la situazione che riguarda le aziende dell’area industriale da ieri di nuovo operative, in quanto più distanti dalla Delca. «L’odore di plastica bruciata un po’ lo sentiamo, ma non in modo eccessivo anche perché ci troviamo nella parte più vicina alla provinciale Vicarese – spiega Andrea Gioli, titolare della carpenteria metallica Gioli Novileno e presidente del comparto Produzione di Cna Pisa – Siamo tornati a lavorare normalmente e come noi quasi tutte le altre attività. Magari qualche dipendente ha avuto paura ma facciamo usare la mascherina. Ora con la bonifica ci sarà da capire come rendere più sicura l’area industriale».
Un punto nevralgico questo, destinato a occupare anche l’agenda del Comune. Il sindaco ha infatti annunciato che a estintori e campionamenti terminati sarà organizzato un incontro pubblico per informare i cittadini e «fare più chiarezza possibile».
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