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Il Primoz Giro non si scorda

di Alberto Zanello
Il Primoz Giro non si scorda

La maglia rosa Roglic festeggia a Roma l’impresa: «Una sensazione incredibile». Sul traguardo dei Fori Imperiali vince Cavendish che si ritirerà a fine stagione

29 maggio 2023
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ROMA. Nella Città Eterna due grandi del ciclismo lasciano il segno scrivendo in maniera indelebile il loro nome nella storia del Giro. Primoz Roglic conquista per la prima volta in carriera la corsa rosa, Mark Cavendish si prende l’ultima volata, dominando sul suggestivo arrivo ai Fori Imperiali, a pochi giorni dall’annuncio del ritiro a fine stagione.

Due storie diverse, due corridori diversi, sullo sfondo la bellezza di Roma per un indimenticabile epilogo della corsa rosa, sotto gli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La passerella soleggiata dall’Eur ai Fori Imperiali è stata l’occasione per Primoz Roglic per godersi finalmente una maglia rosa inseguita fin dalla partenza dall’Abruzzo.

Prima è stato Remco Evenepoel – il favorito della vigilia insieme allo sloveno – a rubare la scena, almeno fino alla sua uscita di scena per la positività al coronavirus, poi il giovane belga ha ceduto il testimone a Geraint Thomas, in una corsa tormentata dal maltempo e dall’eccessivo tatticismo tra i big.

La cronoscalata del Monte Lussari, a pochi chilometri dal confine con la Slovenia, ha rovesciato però la storia e i pronostici di questo Giro, con il capitano della Jumbo Visma – in difficoltà sul Monte Bondone – che si è arrampicato in cima alla classifica proprio alla penultima tappa impreziosendo un palmares già arricchito da tre Vuelta di Spagna e un secondo posto al Tour de France.

«È sempre difficile dire cosa è grande e cosa è importante. Mi sono goduto ogni singolo momento, ho affrontato le montagne russe per arrivare fin qui. Alla fine abbiamo continuato a lottare e a respirare, ieri è stato davvero qualcosa di spettacolare e incredibile. Oggi me la sono goduta ancora una volta», ha raccontato a caldo Roglic, che ha cantato l’inno sloveno sul podio – dove si è presentato insieme al figlio – prima di esser premiato con il Trofeo Senza Fine consegnato direttamente dalle mani di Sergio Mattarella.

I Fori Imperiali per un pomeriggio hanno però reso nuovamente grande anche un altro campione delle due ruote, che ha segnato un’epoca e che si congederà dal ciclismo proprio a fine stagione. Perché se sul traguardo di Roma l’uomo più atteso era Jonathan Milan – che comunque può esser soddisfatto per aver conquistato la maglia ciclamino nonostante il 14° posto nell’ultima tappa – alla fine a far festa con una volata regale è stato Mark Cavendish, in versione “Cannonball” per l’occasione, all’ultimo sprint in carriera sulle strade della corsa rosa, a cui ha partecipato sei volte ottenendo diciassette successi. A oltre 15 anni dal primo trionfo in un grande giro, proprio in Italia, il velocista dell’Isola di Man si è ripetuto. Dominando una volata senza storia.

«Sono stato un po’ fortunato, Gaviria ha lanciato la volata presto, poi è stato tutto perfetto per me. Il vento arrivava da sinistra, la strada era migliore a destra. I miei compagni di squadra hanno fatto un lavoro incredibile, mi hanno tenuto sempre al coperto. Anche vecchi compagni hanno fatto del lavoro per me, questa è una cosa speciale – ha racconto un emozionato Cavendish, abbracciato all’arrivo in particolare da Thomas, il capitano dell’Ineos Grenadiers –. È l’ultima tappa della mia carriera al Giro d’Italia, vincere così è qualcosa di speciale, il Giro ha un posto nel mio cuore».


 

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