Il Tirreno

Prato

Il caso

Il Comune di Prato attinge 5 milioni dall’avanzo di bilancio dopo la perdita dei fondi Pnrr

di Redazione Prato
Il Comune di Prato attinge 5 milioni dall’avanzo di bilancio dopo la perdita dei fondi Pnrr

Una delibera di giunta ha messo nero su bianco i numeri dell’operazione dopo il flop della piscina di Iolo

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Una delibera della giunta comunale ha messo nero su bianco quello che già si sapeva, e cioè che il Comune attinge all’avanzo di bilancio per rimpiazzare in parte i 6,5 milioni di euro di fondi Pnrr persi per la costruzione della piscina di Iolo. Fondi revocati dal Dipartimento dello sport lo scorso 30 luglio. Lo rende noto il consigliere comunale civico Jonathan Targetti, che punta il dito contro la maggioranza.

«La delibera di giunta n. 70 del 18 settembre – spiega Targetti – certifica in modo ufficiale un fallimento amministrativo che questa città non può derubricare a semplice "variazione di bilancio": 6,5 milioni di euro di finanziamento Pnrr per lo Stadio del Nuoto di Iolo sono stati revocati dal Dipartimento per lo Sport il 30 luglio 2026, e ora il Comune è costretto a coprire quel vuoto attingendo 4.884.101 euro dall'avanzo di amministrazione, cioè da risorse dei cittadini».

Chiami«amo le cose con il loro nome – attacca Targetti – Non si tratta di un tecnicismo contabile ma di un finanziamento pubblico perso, di soldi che dovevano arrivare a Prato a fondo perduto e che ora vengono rimpiazzati con denaro della collettività. Quasi cinque milioni di euro che l'Amministrazione avrebbe potuto destinare al sociale, al welfare, alla scuola, alla cultura, allo sport di quartiere, alla manutenzione e al decoro di una città che ha bisogni concreti e non rinviabili. Ogni euro speso per rattoppare questo errore è un euro sottratto ai pratesi».

«La responsabilità politica è netta e va assunta. La Giunta scrive nero su bianco di voler evitare il danno erariale ma il danno, quello sostanziale, è già stato prodotto nel momento in cui è stato perso un contributo statale da 6,5 milioni. Nessuna variazione di bilancio, per quanto rapida, potrà riscrivere questa realtà. Si sposta il costo da una casella all'altra, ma il conto resta lo stesso e lo pagano i cittadini».

«Non passa inosservato il metodo: un provvedimento adottato "in via d'urgenza", con una Giunta a ranghi ridotti con tre assessori assenti, e destinato a essere sottoposto alla ratifica del Consiglio soltanto a decisione già assunta e a spesa già impegnata. Prima si sbaglia, poi si corre a coprire, infine si chiede all'organo consiliare di prendere atto di un conto già scritto. Questo non è il modo di trattare né i soldi pubblici né le prerogative del Consiglio comunale».

«Attendiamo il prosieguo dei lavori della Commissione Controllo e Garanzia, dove manca ancora la parte politica: è lì che dovranno emergere, senza reticenze, le responsabilità politiche di questa vicenda e le decisioni assunte a monte del definanziamento. E attendiamo che gli esposti da noi depositati il 20 agosto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica facciano il loro corso. Sarà nelle sedi competenti che si accerteranno i profili di responsabilità di una gestione che ha portato Prato a perdere 6,5 milioni di euro di fondi pubblici e a scaricarne il costo sui cittadini. Perdere fondi europei e poi farli pagare ai cittadini è la sintesi di un modo di amministrare che questa città non merita. Così ha scelto Biffoni. E, come sempre, il conto lo pagano i pratesi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La grande paura

Allevatrice aggredita da un lupo: «Mi ha quasi staccato l’orecchio, rischio di perdere l’udito» – Il racconto choc

di Luca Balestri