Il Tirreno

Grosseto

La grande paura

Allevatrice aggredita da un lupo: «Mi ha quasi staccato l’orecchio, rischio di perdere l’udito» – Il racconto choc

di Luca Balestri

	La ferita all'orecchio di Marisa Aronne, aggredita da un lupo nel bosco
La ferita all'orecchio di Marisa Aronne, aggredita da un lupo nel bosco

Marisa Aronne, 52enne, è stata aggredita nella zona di Massa Marittima, nel Grossetano: «Salva solo grazie a mio fratello, sono ancora traumatizzata»

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MASSA MARITTIMA. «Mi ritengo fortunata, ora avrei potuto non essere viva». A parlare con Il Tirreno è Marisa Aronne, 52 anni, che domenica mattina è stata aggredita da un lupo nella tenuta della sua azienda agricola. Un’aggressione che è costata alla donna trenta punti di sutura su un orecchio. E per la quale Aronne ora è intenzionata a chiedere i danni alla Regione Toscana.

Cosa è successo 

Il fatto è avvenuto domenica mattina a Valpiana, frazione del comune di Massa Marittima, nell’azienda agricola Campo all’Aia. «Ieri (domenica per chi legge, ndr) sono andata ad accompagnare mio fratello ad aprire il recinto, per far pascolare le nostre pecore – racconta la donna – Ma quando siamo arrivati davanti alla recinzione, appena scesi dall’auto, vi abbiamo visto tre lupi dentro». Lupi che, evidentemente, non erano appena arrivati davanti al gregge. Infatti, quando Marisa e suo fratello, Giuliano Aronne, sono giunti davanti al recinto, un lupo stava già azzannando al collo uno degli otto pastori maremmani presenti nella tenuta per sorvegliare le 500 pecore dell’azienda. «Appena abbiamo visto la scena, mio fratello ha preso un forcone per difendere il gregge dai lupi, e ha dato loro dei colpi – continua la vittima – mentre io mi sono messa a urlare contro il lupo che stava azzannando il cane pastore».

L’aggressione 

Il grido della donna ha richiamato l’attenzione del lupo, liberando il pastore maremmano dalle sue fauci. L’attenzione del lupo si è così spostata verso la donna: è in questo momento che è partita la dentata tra la tempia e l’orecchio di Marisa. «Il lupo non ha avuto paura, mi ha attaccato al volto, prendendomi l’orecchio. Io non ho avuto il coraggio di guardarlo, so solo che era enorme – è ancora scossa la vittima – Sono salva solo grazie a mio fratello, che è arrivato e ha mandato via il lupo, cercando di dargli delle botte». Il danno subìto da Aronne è stato grave: «Nell’immediato, non ho avuto neanche il coraggio di sentire com’era messo il mio orecchio – prosegue la donna – siamo andati subito al pronto soccorso, dove mi hanno confermato che è rimasto attaccato solo tramite il lobo». All’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima «sono riusciti a riattaccarmelo, ma non è detto che riesca a tenerlo – sottolinea – devo aspettare venti giorni per capire se rimarrà attaccato». E non solo: «È probabile che a causa di questo colpo perderò l’udito dall’orecchio destro, ma anche questo lo scoprirò solo più avanti. Quello che sento ora è solo tanto dolore».

Lo choc 

L’aggressione ha colpito Marisa anche psicologicamente: «Sono rimasta traumatizzata – racconta – ora spero che vengano presi dei provvedimenti da parte delle istituzioni contro la presenza dei lupi in Maremma». Anche perché, sottolinea l’imprenditrice agricola, «al mio posto poteva esserci un anziano, o un bambino – fa presente – I provvedimenti vanno presi a tutela sia delle persone, che degli animali, come i cani e le pecore. Spero che quello che è accaduto a me, attraverso la mia testimonianza, serva per smuovere qualcosa. Voglio chiedere i danni alla Regione, non è giusto che non ci sia un vero controllo dei lupi».

L’emergenza lupi

Per Giuliano Aronne la presenza dei lupi è una vera e propria emergenza. «Solo dieci giorni fa mi hanno ammazzato sei o sette pecore – evidenzia l’uomo – E l’anno scorso, in una volta sola, me ne hanno uccise oltre 50 esemplari. Fino a poco tempo fa, poi, i nostri pastori maremmani erano nove. Ora ne abbiamo otto proprio perché uno è stata attaccato e ucciso da un lupo».

La presenza dei predatori in Maremma porta anche danni economici. «Non posso lasciare più le bestie fuori al pascolo, perché ormai i lupi arrivano anche di giorno per azzannarle. Le pecore in questo periodo sono gravide e ogni pecora uccisa costa circa 300 euro, considerando lei, il latte e l’agnello che perde. Se invece la pecora non è gravida e viene uccisa, si ha una perdita di 150 euro».

Ma anche la sola presenza dei lupi nei dintorni del gregge può essere di per sé lesiva per gli affari dell’impresa: «Capita che le pecore si spaventino e abortiscano. Anche questo è un danno per noi», specifica l’uomo.

Così la maremmana Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d’Italia: «Andremo a trovare la signora. Vogliamo portarla dalla prefetta di Grosseto – dichiara al Tirreno – Le istituzioni devono conoscere cosa succede in Maremma».

Solidarietà a Marisa Aronne è stata espressa anche da Coldiretti: «Di fronte a queste notizie non deve esserci che la massima determinazione ad applicare quanto previsto dalle norme europee e nazionali. Il fatto che si siano aperte le iscrizioni per il corso operatori grandi carnivori dopo la delibera assunta dalla giunta regionale lo scorso 3 agosto, da noi sollecitata, definisce la corsa contro il tempo necessaria per arrivare a una gestione razionale della specie». 

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