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Prato, gli infermieri chiedono più sicurezza nel reparto di Psichiatria

di Redazione Prato

	Roberto Cesario, segretario del Nursind
Roberto Cesario, segretario del Nursind

Il sindacato Nursind denuncia un aumento delle aggressioni nei confronti degli operatori

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PRATO. Sicurezza a rischio nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Santo Stefano. L’allarme arriva dal Nursind, il sindacato degli infermieri.

«Questo reparto, dotato di 13 posti letto – spiegano – si trova ad affrontare un contesto di rischio ormai insostenibile, dove la saturazione e la complessità clinica dei pazienti tradizionali si sommano alle criticità sociali e di criminalità proprie del territorio di riferimento. In particolare vengono denunciati infortuni quotidiani a danno degli operatori sanitari a seguito di aggressioni fisiche da parte dei degenti: eventi che sono diretta conseguenza di una carenza di organico che non consente la minima prevenzione o manovra di de-escalation in sicurezza. Un altro tema è rappresentato dalla presenza di autori di reato e soggetti destinati a Rems (residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza): il reparto viene infatti utilizzato in modo improprio come struttura sostitutiva o d’attesa per soggetti autori di reato per i quali l’autorità giudiziaria dispone il ricovero, in attesa di collocamento nelle Rems o nell’ambito di misure di sicurezza penali».

«Quello di Psichiatria – spiega il segretario territoriale Roberto Cesario – è un reparto ad alta intensità di cura sanitaria, non un ambiente penitenziario o di massima sicurezza. La convivenza forzata tra pazienti in stato di acuzie psichiatrica e soggetti con elevata pericolosità sociale o pregressi penali genera un clima esplosivo, con conseguente clima di insicurezza e paralisi operativa: gli infermieri e gli oss operano in uno stato costante di iper-vigilanza e forte stress psicofisico, tra minacce continue, aggressioni verbali e il timore quotidiano di subire ulteriori danni fisici. L’attuale dotazione di personale non è quantitativamente commisurata all'indice di gravità e alla pericolosità della degenza, impedendo la corretta attuazione dei protocolli di sicurezza e il mantenimento dei tempi di assistenza minimi».

Per tutti questi motivi, si prosegue dal NurSind di Prato, è necessaria un immediato incremento dell’organico, garantendo la presenza minima di cinque operatori nei turni della mattina e del pomeriggio e di quattro durante la notte. Il sindacato denuncia anche una critica carenza di personale nel servizio Serd (Servizio per le dipendente), dove il personale è spesso costretto a recarsi a domicilio dei pazienti con un solo operatore, cosa questa assolutamente inaccettabile per l’alto rischio. «Chiediamo – conclude Cesario – una revisione straordinaria del Documento valutazione rischi, l’apertura immediata di un tavolo di analisi del rischio aggressione specifico per il reparto di Prato, prendendo in esame i recenti infortuni e predisponendo idonee contromisure. Serve la presenza nel reparto di due guardie giurate fisse H24 e un intervento presso la Prefettura e gli organi giudiziari affinché cessino i ricoveri impropri nel reparto soggetti con profili di spiccata pericolosità criminale e destinati a strutture detentive o Rems. Quello che è assolutamente indispensabile è che il personale possa lavorare in sicurezza e che i pazienti possano essere curati in serenità».

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