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Il progetto sfumato

Stadio dell'acqua di Iolo, un premio al dirigente che ha bocciato il progetto

di Redazione Prato

	Il terreno sul quale doveva sorgere la piscina olimpionica di Iolo
Il terreno sul quale doveva sorgere la piscina olimpionica di Iolo

Il consigliere Targetti all’attacco sulla piscina olimpionica: «Sono gli stessi atti della Giunta a smentire le rassicurazioni dell’assessore Romei, vogliamo spiegazioni»

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PRATO. Una parte dei fondi non c’è più e il progetto è ufficialmente congelato, ma tutto lascia pensare che continueremo a sentir parlare a lungo dello Stadio dell’acqua, la piscina olimpionica di Iolo che doveva sorgere in via Ghisleri, anche coi soldi del Pnrr ora sfumati.

Ne sentiremo parlare ancora perché l’opposizione non molla l’osso e punta il dito contro il Comune, accusato di non aver saputo gestire la pratica e che ora si trova a pagare le rate di un mutuo per un’opera che nessuno, nonostante le rassicurazioni, può dire con certezza se e soprattutto quando si farà.

Il consigliere comunale Jonathan Targetti, dopo aver presentato un esposto alla Corte dei conti e alla Procura, fornisce ora altri particolari sulla vicenda.

«Sono gli stessi atti approvati dalla Giunta comunale a smentire, riga per riga, le rassicurazioni pubbliche dell'assessore Romei sulla piscina olimpionica di Iolo – sostiene Targetti – Con la delibera 30 del 28 luglio l'amministrazione ha messo nero su bianco ciò che aveva evitato di dire ai cittadini: sull'opera è calato il sipario e i fondi europei sono andati perduti».

Fin qui nulla di nuovo. C’è però un risvolto che fa sorridere il consigliere. Nella stessa delibera si riconosce un premio di risultato all’ingegnere Francesco Sanzo, il dirigente incaricato di "valutare la realizzabilità dell'intervento a seguito della richiesta e della conseguente espressione del parere del collegio tecnico consultivo”.

«Il risultato di quella valutazione, arrivato il 26 marzo, è stato la dichiarazione di irrealizzabilità dell'opera e il via libera alla risoluzione del contratto – spiega Targetti – Si è dunque riconosciuto il punteggio pieno, e quindi il premio, nel giorno esatto in cui si certificava la morte di un'infrastruttura da 16 milioni di euro e la perdita definitiva dei fondi europei».

«Chiediamo apertamente se sia conforme ai principi di valore pubblico e di sana gestione – insiste il consigliere – erogare una retribuzione di risultato al 100% per un obiettivo Pnrr il cui unico esito è stato il naufragio dell'opera».

Secondo il consigliere civico non c’è la prova che il Comune voglia insistere nella costruzione dell’opera: «Nella stessa delibera 30, infatti, la Giunta ha approvato la "prima variazione" del Piao (il Piano integrato di attività e organizzazione, ndr), trovando lo spazio e le risorse per inserire ex novo interi progetti di sviluppo come il nuovo obiettivo 2026-PA09 "Next Generation Cuba", destinato alla cooperazione internazionale, mentre per la Piscina di Iolo non è stato previsto un solo euro, né un solo nuovo obiettivo di riprogettazione. Se vi fosse stata la reale volontà politica di salvare l'opera, la variazione sarebbe stata fatta qui. La scelta politica è stata chiara: priorità ai progetti a Cuba, pietra tombale sulla piscina di Iolo».

Ora Targetti punta il dito contro l’assessore allo Sport Enrico Romei.

«Il 21 agosto l'assessore Romei ha dichiarato alla stampa che il progetto definitivo sarebbe "già di per sé conforme" – ricorda il consigliere – che il Comune "starebbe lavorando alle soluzioni per completare l'opera" e ha liquidato l'esposto come "mera speculazione politica". La sua stessa Giunta, un mese prima, aveva approvato atti che dicono l'esatto contrario, dichiarando l'obiettivo concluso dal 26 marzo. Delle due l'una: o l'assessore ha rassicurato i cittadini su un'opera che i suoi stessi documenti danno per morta, oppure esistono atti a lui noti e a tutti gli altri nascosti. In entrambi i casi, deve una spiegazione pubblica».

Infine non poteva mancare un’accusa al sindaco Matteo Biffoni. «Non passa inosservato – dice Targetti – che nella delibera del 28 luglio, al momento della votazione, la figura del sindaco risultasse ancora una volta assente nel verbale, ricalcando una prassi di assenze già vista nelle delibere chiave della precedente consiliatura Biffoni. Ma la responsabilità politica non si cancella con le assenze. Un'opera da 16 milioni non evapora per caso e la perdita di 6,5 milioni di fondi Pnrr è il risultato di scelte, tempi e omissioni di chi guida politicamente la città».

Tra qualche giorno, finite le vacanze, la questione approderà in Comune e non sarà il solo Targetti a chiedere spiegazioni. « Il 2 settembre, data in cui si riunirà la Commissione Controllo e Garanzia – promette il consigliere – pretendiamo risposte puntuali, documentate e verificabili dai dirigenti e dai tecnici convocati. Non ci accontenteremo di formule tranquillizzanti smentite dagli stessi atti dell'Amministrazione. Prato si ritrova a fare i conti con l'ennesimo scandalo politico amministrativo e stavolta i cittadini si aspettano verità».
 

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