La guida
Prato, sequestrati 641 chili di hashish in meno di cinque mesi
La droga arriva in macchina ma anche per posta e il “fumo” è quella più diffusa. L’ultima operazione a Calenzano con l’arresto di due corrieri marocchini
PRATO. La provincia Prato è diventata una specie di hub per l’importazione di droga, soprattutto hashish. Lo si ricava dai numeri diffusi oggi, 16 luglio, dalla Procura. In meno di cinque mesi, dal 3 marzo al 13 luglio, sono stati sequestrati in diverse operazioni 641 chili di hashish, oltre a due chili e 400 grammi di shaboo (metanfetamina), 9 chili e 300 grammi di marijuana, 822 grammi di cocaina e alcune pasticche di Ritrovil, la cosiddetta “eroina dei poveri”, provenienti da Canada, Thailandia, Belgio e Stati Uniti.
L’ultimo importante sequestro risale al 13 luglio, quando a Calenzano sono stati fermati due marocchini su una Fiat 500 con targa belga, trovati in possesso di 160 chili di hashish. Nell’abitazione di uno dei due sono stati trovati anche 782 grammi di cocaina.
Nel traffico di droga sono coinvolti italiani, marocchini, cinesi, albanesi e tunisini e una piccola parte della droga alimenta lo spaccio all’interno del carcere della Dogaia, come confermato dalle periodiche ispezioni nelle celle.
Prima del sequestro di Calenzano ce n’erano stati altri due molto ingenti. Il 12 aprile un italiano, un marocchino e un albanese sono stati arrestati perché trovati in possesso di 83 chili di hashish. Stessa sorte il 21 maggio per un marocchino fermato con 108 chili di hashish. Il giorno dopo è stato arrestato un barbiere italiano che teneva a casa oltre 11 chili di hashish e spacciava anche nel suo negozio.
E’ la droga che costa meno, l’hashish, ma che sembra circolare molto di più, specialmente tra i giovani che non si possono permettere grandi spese con la cocaina. Qualcuno ha provato anche il cosiddetto “miele da sballo”, un concentrato di Thc in cera che può essere anche molto pericoloso, come i clienti di uno spacciatore italiano di 36 anni che è stato arrestato il 3 giugno (a casa aveva anche oltre 19 chili di hashish).
La droga arriva anche per posta. Il 18 giugno è stato intercettato un plico contenente un chilo di marijuana in arrivo dalla Thailandia. Il 13 luglio un altro pacco con 590 grammi di shaboo-metanfetamina in arrivo dal Canada.
Alle indagini degli ultimi quattro mesi hanno partecipato polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia penitenziaria e polizia locale. «I risultati conseguiti – commenta il procuratore Luca Tescaroli – assumono ancor maggiore rilievo se si considera la gravissima carenza di personale di molte delle strutture di polizia citate».
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