Prato, il Comune fa causa allo Stato per lo Stadio dell’acqua di Iolo – Dai fondi sfumati alla promessa del sindaco: cosa è successo
Sotto accusa i progettisti di “Sport e Salute” dopo la perdita del finanziamento di oltre 6 milioni di euro del Pnrr. Ma Biffoni assicura: «La piscina si farà»
Due cose sono certe e la terza quasi: il finanziamento da oltre 6 milioni di euro del Pnrr per la piscina olimpionica di Iolo non arriverà; la piscina comunque si farà coi soldi del Comune; lo stesso Comune, costretto a frugarsi, farà causa ai progettisti per recuperare in tutto o in parte il danno subìto.
Ma andiamo per ordine. Che i soldi del Pnrr non sarebbero arrivati, nonostante le rassicurazioni dell’allora commissario straordinario Claudio Sammartino, lo si era cominciato a capire già da qualche mese. Sammartino ha fatto quello che ha potuto forse anche di più. È andato a Roma a perorare la causa dello “Stadio dell’acqua” ma si è dovuto arrendere a difficoltà insormontabili e al passare del tempo. Il termine per l’avvio del cantiere che avrebbe consentito l’accesso ai fondi europei è scaduto e ora il Comune deve ripartire se non proprio da zero, quasi da zero.
Ma la piscina di Iolo, assicura il sindaco Matteo Biffoni, si farà. “Dobbiamo chiudere il cerchio – dice il primo cittadino – Dobbiamo dare una casa alle società sportive per poi affrontare il caso della piscina di via Roma, che diventerà un impianto estivo, aperto da giugno a settembre”. Il problema è che bisognerà aspettare. Se le cose fossero andate per il verso giusto, già dalla prossima estate tutte le caselle sarebbero andate a posto. Invece ora l’apertura della piscina di Iolo non è prevista prima del 2028 o 2029 e nel frattempo toccherà continuare ad arrangiarsi. I fondi comunali però, assicura ancora Biffoni, sono accantonati.
Sullo “Stadio dell’acqua”, spiega ancora Biffoni, “il Comune è stato ineccepibile”. “Ci siamo affidati a quelli bravi – dice il sindaco – Quelli di “Sport e Salute” (la società statale che promuove e valorizza lo sport). Il problema è che i progettisti non si sono mai trovati d’accordo coi validatori e ora siamo a questo punto”. Il progetto esecutivo non è stato ritenuto adeguato dai validatori, è stata nominata un’altra squadra ma nel frattempo è scaduto il termine del Pnrr e la piscina di Iolo è ancora una pozzanghera. Ecco perché, con tutta probabilità, il Comune farà causa a “Sport e Salute” per il danno del mancato finanziamento Pnrr, con la prospettiva di recuperare in tutto o in parte quei 6 milioni di euro. A prescindere dall’esito di questa causa, però, la piscina si farà e il Comune farà proprio il progetto esecutivo, una volta validato, e lo metterà a gara.
Matteo Biffoni è particolarmente sensibile all’argomento perché l’idea del finanziamento Pnrr nasce da un suo viaggio a Roma subito dopo il varo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, durante il quale il presidente della Federazione Italiana Nuoto aveva sposato il progetto dello “Stadio dell’acqua”.
“E’ stato giusto affidarsi a “quelli bravi” – ripete ora il sindaco – perché certi lavori vanno fatti da chi ha le competenze per farli, come sta accadendo per il sottopasso del Soccorso. L’alternativa era affidare la pratica agli uffici comunali, col rischio di bloccarli per mesi tenendo fermi altri progetti che sono ugualmente importanti per la cittadinanza”. Insomma, non è stata colpa della caduta della giunta Bugetti, dice Biffoni. La scelta era giusta, solo che il progetto di “Sport e Salute” si è inceppato ed è per questo che il Comune è pronto a fare causa.
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