Il Tirreno

Prato

La prima seduta

Prato, Biffoni fa un appello all’unità, Banchelli ricorda le sedie vuote

di Paolo Nencioni

	Il sindaco Matteo Biffoni in Consiglio comunale (foto Nucci)
Il sindaco Matteo Biffoni in Consiglio comunale (foto Nucci)

Giacomo Sbolgi eletto presidente del Consiglio comunale e Chiara La Porta (FdI) attacca sulla sanità: «Morello è l’emblema del sistema fiorentinocentrico»

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PRATO. Stavolta non ci sono state sorprese nell’elezione del presidente del Consiglio comunale, durante la prima seduta dell’assemblea che si è consumata ieri pomeriggio, 18 giugno. Il candidato della maggioranza era Giacomo Sbolgi, un fedelissimo del sindaco Matteo Biffoni, e Sbolgi è passato con un solo “franco tiratore”: 19 voti favorevoli su 20 a disposizione della maggioranza.

Due anni fa, invece, il candidato designato, Gabriele Alberti, era stato vittima delle divisioni del Pd e aveva dovuto lasciare il posto a Lorenzo Tinagli. Ora Alberti è diventato assessore a Bilancio, Casa e Protezione civile, mentre Tinagli è tornato consigliere, anche se con la delega speciale all’equità intergenerazionale e all’impatto sui giovani delle politiche pubbliche, il cosiddetto Youth Test.

Nessuna sorpresa, dunque, e clima da primo giorno di scuola davanti al vescovo Giovanni Nerbini, ai deputati Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, all'assessora regionale Cristina Manetti e ai rappresentanti delle forze dell'ordine.

Gabriele Alberti ha lasciato il posto in Consiglio al primo dei non eletti del Pd, Edoardo Carli. Poi sono stati designati i capigruppo: Marco Sapia per il Pd, Simone Rizzuto per Biffoni Sindaco, Pasquale Palumbo per Casa Riformista, Lorenzo Chiani per Alleanza Verdi Sinistra, Cosimo Zecchi per Fratelli d'Italia, Gabriele Agati per Forza Italia, Claudio Belgiorno per la Lista Civica Claudio Belgiorno, Jonathan Targetti per L'Alternativa c'è.

Dal sindaco Biffoni è arrivato un invito all’unità. «Siamo di fronte ad una fase nuova – ha detto – Veniamo da un anno di Commissariamento straordinario della città che è sicuramente stato condotto bene e nell'interesse della città, ma ora dobbiamo ripartire a livello politico, con scelte da fare in un contesto economico e sociale difficile. Tanti i temi da affrontare: quello del rispetto della legalità, della sicurezza, della sanità, della casa, del lavoro e della presa in carico delle fragilità. Sono obiettivi sfidanti, da riprendere da capo. Ma quello che chiedo al Consiglio è proprio questo, un confronto costruttivo, perché abbiamo obiettivi comuni e chi ha passione politica significa che vuol bene a questa città. Abbiamo sensibilità diverse, ma obiettivi comuni. Anche se ci troveremo a discutere o magari ci troveremo sulla stessa lunghezza d'onda, bisogna essere consapevoli che stiamo vivendo un momento storico della nostra città, in cui è necessario un rinnovamento tecnologico e produttivo per il bene del distretto tessile e di tutta la nostra comunità. A questo ovviamente si aggiungono le tematiche del verde, delle asfaltature, della mobilità, dei servizi ai cittadini. Sarà un percorso importante nell'arco dei prossimi cinque anni nell'interesse esclusivo della nostra città. Io sono pronto a metterci tutto me stesso e tutto il mio impegno».

Gianluca Banchelli, candidato sindaco del centrodestra sconfitto alle elezioni, non ha rinunciato a ricordare a Biffoni le tante «sedie vuote» lasciate durante i mancati confronti elettorali.

«Ho affrontato questa sfida sapendo che Prato meritava un dibattito più ampio, più coraggioso e più sincero sui temi della sicurezza, del lavoro, della legalità e dello sviluppo – ha detto Banchelli – Non mi sono arreso di fronte alle sedie lasciate vuote dall'attuale sindaco, non mi fermerò adesso che quella sedia è occupata. Quel dibattito non finisce con le elezioni. Non finisce con la campagna elettorale, come qualcuno vorrebbe. Da oggi, questo dibattito entrerà in Comune, in questa “casa di tutti”. E continuerà ogni giorno. Con la stessa passione e con la stessa determinazione con cui un padre ed una madre crescono i loro figli».

La consigliera regionale di FdI Chiara La Porta ha invece messo nel mirino il nuovo assessore Paolo Morello Marchese. «La sanità pratese, da troppi anni, subisce le scelte assurde e dannose prese a Firenze, a partire dalla realizzazione del nuovo ospedale, sottodimensionato rispetto alle esigenze del nostro territorio – ha detto La Porta – Matteo Biffoni, che aveva promesso, da consigliere regionale, che avrebbe riportato Prato e le sue esigenze, compresa la sanità, al centro delle politiche toscane senza ottenere risultati neanche da presidente di commissione, oggi da sindaco si piega alle esigenze politiche della Toscana e di Firenze. Perché il neo assessore alla Salute Paolo Morello, del sistema fiorentinocentrico, è un emblema. Biffoni faccia chiarezza con se stesso, prima di tutto, per poi garantirla a Prato. La nostra città ha infatti necessità importanti, e di certo l’ultima cosa di cui ha bisogno è accettare la sudditanza alle istanze della Regione Toscana e del capoluogo. Un ennesimo, ossequioso, inchino». 

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