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Prato, scende in campo anche Targetti: «La politica non è un ufficio di collocamento»

di Redazione Prato

	Jonathan Targetti, candidato sindaco
Jonathan Targetti, candidato sindaco

L’imprenditore-blogger si candida a sindaco con la lista civica “L’alternativa c’è” sostenuta da nove tra partiti e movimenti con l’ambizione di diventare il terzo polo

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PRATO. In attesa delle scelte dei due principali schieramenti, c’è un altro candidato sindaco per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Si tratta dell’imprenditore-blogger Jonathan Targetti, che scende ufficialmente in campo alla guida di una lista civica sostenuta da nove tra partiti e movimenti con la prospettiva e l’ambizione di costituire un “terzo polo” che potrebbe cambiare gli equilibri della politica pratese.

Oggi, 6 aprile, è stato pubblicato il manifesto de “L’alternativa c’è”, il nome e lo slogan scelto da Targetti e dai movimenti che lo sostengono (Partito Liberaldemocratico, Ora!, Radicali Pratesi, Liberisti Italiani, Unione Liberale, Aria Nuova Prato, Prato Libera & Sicura, Lista Civica Taiti, Lista Civica Targettopoli). Come si vede, un mix di nuovo e antico (tra i sostenitori ci sono anche l’ex assessore Aldo Milone e il delegato provinciale del Coni Massimo Taiti). Per ora stanno alla finestra Toscana civica dell’ex sindaco Roberto Cenni e Azione.

«Prato sta vivendo una stagione tra le più buie che i pratesi possano ricordare – si legge nel manifesto della lista civica –Il primo commissariamento della storia della città ha privato i cittadini di una guida legittimata dal voto, lasciando l’amministrazione comunale in uno stato di paralisi istituzionale che ha pesato sui servizi, sugli investimenti e sulla fiducia collettiva. A questo si sommano ombre inquietanti: inchieste giudiziarie che coinvolgono la classe dirigente, opacità nelle scelte pubbliche e trasformazioni urbanistiche che hanno destato molti dubbi. È il segnale di un sistema che ha perso la bussola dell'interesse comune sostituendola con quella degli interessi particolari.

In questo complesso scenario, numerose realtà civiche, associazioni e forze politiche liberaldemocratiche, riformiste, radicali e moderate hanno scelto di non restare a guardare. Hanno scelto di unire le forze attorno ad una proposta credibile, pulita e radicata nel territorio sostenendo Jonathan Targetti come candidato sindaco di Prato alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Non è una coalizione nata nei palazzi romani e non è nemmeno una proposta che vuole tutelare quelle filiere di potere che hanno portato la città nel caos. È una convergenza nata dal bisogno di ridare a Prato una guida capace, trasparente, concreta e libera da condizionamenti».

«Con Jonathan Targetti proponiamo un governo della città fondato su partecipazione, legalità e sicurezza come tutela per le fasce deboli. Una proposta che sappia ridare quella

dignità che Prato merita, che risponda al bene comune, che trovi le soluzioni ai problemi lasciati in eredità dalle passate amministrazioni, che entri nelle contraddizioni urbanistiche e nelle ferite sociali, che trasformi la multietnicità in un punto di forza, che coinvolga anche i privati nel rilancio della città ma sempre con trasparenza e rispetto delle regole. Che faccia diventare Prato la città dove tutti possano esprimere il proprio potenziale e nella quale tutti possano realizzare i propri sogni».

«Ci rivolgiamo a tutti quei pratesi che non si sono rassegnati. A coloro che tutte le mattine si alzano senza tessera in tasca e quindi senza favori, senza la garanzia del bando assegnato per clientelismo, senza la sorella assunta nella partecipata, senza lo zio con la finta associazione che prende contributi dal Comune e così via. Ci rivolgiamo a chi, nonostante tutto, continua a credere che la politica possa essere servizio e non ufficio di collocamento. Stavolta abbiamo la grande occasione di lanciare un messaggio chiaro alla vecchia politica e di voltare pagina. Unitevi a noi! Soltanto insieme potremo ridare a Prato la dignità che le è stata tolta da anni di clientelismo, scelte sbagliate, negazione, incompetenza, narrazione, rendering e giungle urbane».

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