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Pontedera, il rogo ferma Geofor e Revet: a rischio la raccolta “porta a porta” – Giornata decisiva: cosa può succedere

di Andreas Quirici

	Il rogo divampato a Pontedera (foto Stick)
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Il rogo divampato a Pontedera (foto Stick)

La Ecofor e le altre aziende dell’area ambientale di Pontedera sono rimaste coinvolte nei problemi legati all’incendio nel piazzale della Ecoacciai

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PONTEDERA. Per ora non è ancora emergenza. Ma oggi sarà un giorno cruciale per capire come Geofor e le altre aziende dell’area ambientale di Pontedera, coinvolte nei problemi legati all’incendio nel piazzale della Ecoacciai, potranno riprendere la loro attività di gestione dei rifiuti.

La situazione

Dipendenti a casa, impianti chiusi non solo per la ditta che si occupa della raccolta differenziata, ma anche per Ecofor e Revet. La prima tratta rifiuti speciali, la seconda prevalentemente plastiche. Tutto fermo in attesa che il rogo venga spento. Da questo dipenderà la ripresa delle attività del sistema ambientale stoppato dall’ordinanza emessa ieri dal sindaco di Pontedera, Matteo Franconi per la chiusura delle strutture confinanti a quella dove l’altra sera si sono sviluppate le fiamme. Il provvedimento è valido anche per la giornata di oggi. Ma stamani se ne saprà di più dopo la riunione con la prefettura.

Il problema che si può creare

Perché fermare per una o due giornate la gestione dei rifiuti può creare un problema serio. Nell’area di Geofor a Gello ci sono l’impianto per l’organico, la zona degli ingombranti e il nastro per la selezione dell’indifferenziata. La plastica va direttamente a Revet che, però, è ferma. I camion di Geofor sono pieni di materiali e gli impianti per i quali l’azienda ha l’autorizzazione per stoccare i rifiuti sono vicini alla saturazione. Una situazione da monitorare e che potrebbe aprire scenari complicati proprio per la gestione dell’attività legata alla raccolta e lo smaltimento della spazzatura.

«Ne sapremo di più dopo l’incontro con le amministrazioni, la prefettura e le altre aziende del settore ambientale, oltre agli enti di controllo come Arpat e Asl – diceva ieri sera l’amministratore delegato di Geofor, Paolo Vannozzi –. In situazioni come questa la salute e la sicurezza di dipendenti e cittadini va oltre ogni cosa. Ma al momento non possiamo immaginare gli scenari per i prossimi giorni». Tutto dipenderà dal lavoro dei vigili del fuoco sul piazzale della Ecoacciai. Se il rogo verrà spento definitivamente, la situazione potrà tornare alla normalità. Altrimenti ci sarà da trovare soluzioni alternative.

Le ordinanze dei comuni 

Intanto i Comuni di Pontedera, Casciana Terme Lari, Cascina e Ponsacco hanno emesso ordinanze simili in via precauzionale. Fin da subito la sensazione e le dichiarazioni sono state diverse rispetto all’incendio alla Delca di Lugnano, nel comune di Vicopisano. I livelli d’inquinamento dovrebbero essere di gran lunga inferiori. Ma la preoccupazione si è comunque diffusa tra la popolazione, dopo quella nuvola di fumo denso visibile a chilometri di distanza ieri mattina.

Anche per questo le amministrazioni, su indicazione dell’Asl Toscana Nord Ovest, hanno chiesto ai cittadini di tenere chiuse porte e finestre e limitare il tempo trascorso all’aperto; evitare di sollevare polvere da terrazzi e superfici esterne per la pulizia utilizzare acqua; limitare temporaneamente le attività sportive e ricreative all’aperto, evitando in particolare l’attività fisica intensa; non consumare, in via precauzionale, ortaggi coltivati all’aperto nelle aree potenzialmente interessate, in particolare quelli a foglia larga, fino a nuove indicazioni; lavare accuratamente frutta e verdura e proteggere gli alimenti conservati all’aperto; tenere, ove possibile, gli animali domestici e da cortile al chiuso, proteggendo acqua e mangimi da eventuali ricadute di polveri.

Accorgimenti da non sottovalutare, soprattutto per chi abita nelle vicinanze dell’impianto sulla cui sorte se ne saprà di più già dalla riunione di stamani. 

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