Il lutto
Firenze, videoselfie choc sulla croce della Cupola del Duomo a 115 metri d’altezza
L’Opera di Santa Maria del Fiore ha denunciato l’intrusione. I due sarebbero rimasti nascosti nella cattedrale fino all’alba. Il precedente a Santa Croce nel 2025
FIRENZE Il braccio alzato, un telefono puntato verso il cielo. Due gambe penzolano dal braccio della croce sulla vetta della Cupola, oltre 115 metri sopra la piazza. Un altro corpo si piega sul metallo. Più in basso, accanto alla sfera dorata, uno dei miracoli del Brunelleschi, si distingue una terza figura. Nelle foto pubblicate da Welcome to Florence le sagome sembrano tre. Tre persone arrivate fin lassù, nemmeno si sa bene come se non passando per i cunicoli che costeggiano dall’interno la Cupola e uscendo da uno degli oblò laterali e scalando la copertura. Intanto c'è quell'immagine: il cielo azzurro, la croce del Duomo di Firenze usata come appoggio per un selfie, la città scomparsa oltre il bordo della fotografia, ma laggiù, sotto, a oltre cento metri nel vuoto.
La scalata risalirebbe a settembre. L’Opera di Santa Maria del Fiore ha denunciato l'ingresso abusivo il 4 di quel mese, prima che le immagini arrivassero sui social. Gli allarmi sono scattati all'uscita dei tre uomini dalla cattedrale: le telecamere hanno ripreso la fuga. L'Opera ha consegnato i filmati agli investigatori. Sulla via d'accesso ci sono solo ipotesi. Potrebbero essere entrati tra i visitatori il giorno prima, essersi nascosti fino alla chiusura, aver raggiunto i passaggi sotto la cupola e poi, attraverso spazi strettissimi usati per le manutenzioni, la botola che porta sul tetto. Fuori, la luce dell'alba. Da lì l'ultimo tratto, arrampicati fino alla croce senza protezioni visibili. Danni, per ora, non ne risulterebbero.
La bravata appare sui social quasi due mesi dopo la denuncia. Le riprese potrebbero essere state fatte con un drone. In alto, sulle pietre e sul metallo, i gesti sono quelli di un selfie davanti al mare: allungare il braccio, cercare la posa, assicurarsi di entrare nell'inquadratura. Sotto le scarpe, però, c'è un precipizio. E la città costruita per essere guardata diventa lo sfondo di chi cerca uno sguardo su di sé.
Era già successo. Nel luglio 2024 circolò il filmato di un diciassettenne di Sondrio, conosciuto in rete come Dedelate, che era salito di notte sulla cupola qualche tempo prima. Pochi giorni dopo, due persone con il volto coperto arrivarono alla sommità della facciata del Duomo e si fecero riprendere da un drone. Due episodi. L'Opera denunciò gli ingressi e annunciò un rafforzamento della vigilanza, con controlli anche durante la notte.
Poi, nel luglio 2025, Santa Croce. Un filmato mostrava due persone sulla sommità della facciata: una dietro le statue degli angeli, l'altra fin sulla croce che le sovrasta. L'Opera di Santa Croce presentò denuncia ai carabinieri. Le verifiche sulla pietra e sulle sculture non trovarono danni visibili. Per controllare gli ornamenti lassù servirono una piattaforma mobile e il sagrato transennato, mentre il video continuava a passare da un telefono all'altro.
Questa volta l'allarme ha suonato quando gli intrusi erano ormai scesi. I filmati di sorveglianza raccontano la fuga, quelli pubblicati sui social, la scalata. La sfera d’oro, un mistero architettonico, occupa il centro della fotografia. Lei stessa è un miracolo, un rebus ingegneristico i calcoli che la fissino in cima al cupolone. Immaginate il pericolo di chi l’ha scalata e con una mano cerca ancora di allungare l'inquadratura.
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