Il Tirreno

Pontedera

L’indagine

Trovato morto in pineta a Migliarino, spunta l’ipotesi di un incontro. E il cellulare ancora non si trova

di Gabriele Buffoni

	Il luogo del ritrovamento del cadavere e la vittima, Michele Lorenzoni (foto Iacopo Giannini)
Il luogo del ritrovamento del cadavere e la vittima, Michele Lorenzoni (foto Iacopo Giannini)

Lo scenario più plausibile resta sempre quello del malore improvviso ma non si escludono altre piste. L’autopsia potrebbe fornire nuovi elementi per chiarire i punti oscuri della vicenda. Stasera (7 giugno) la fiaccolata a Levigliani

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VECCHIANO. Domani mattina la Procura di Pisa affiderà l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo di Michele Lorenzoni, il 31enne di Levigliani trovato morto nel pomeriggio di giovedì all’interno della macchia di Migliarino, al confine tra Vecchiano e Torre del Lago. E non è escluso, vista la delicatezza del caso e i tanti punti oscuri della vicenda, che nella stessa giornata di domani (lunedì 8 giugno) il medico legale al quale sarà assegnato il compito di chiarire le cause della morte del giovane versiliese proceda con l’esame sul corpo, fornendo al pubblico ministero una prima – e fondamentale – disamina su quanto accaduto. La stessa famiglia, rappresentata dall’avvocato Francesco Mazzei, valuterà oggi se designare un proprio perito di parte che assista all’esame medico legale.

Molti, come dicevamo, i punti da chiarire in una vicenda che ha sconvolto l’intera comunità stazzemese e versiliese. Michele Lorenzoni infatti era molto conosciuto sia a Levigliani che a Pietrasanta, dove aveva lavorato in passato, ed è ricordato da tutti come un ragazzo solare e empatico, sempre pronto a dare una mano al prossimo. Anche per questo i genitori e i famigliari non sanno darsi pace. Babbo e mamma di Michele, ieri, sono però andati dai carabinieri a fornire spontanee dichiarazioni ai militari. «Massimo riserbo su quanto riferito – commenta l’avvocato Mazzei – in questa fase molto delicata delle indagini ogni ipotesi è al vaglio e gli inquirenti stanno valutando ogni possibile pista, come è giusto che sia. Soltanto l’autopsia – ribadisce il legale – potrà fare chiarezza».

Le indiscrezioni su quella che potrebbe essere una potenziale nuova pista, però, nella giornata di ieri hanno iniziato a circolare, pur non confermate dagli inquirenti. Ad oggi infatti lo scenario considerato più attendibile resta quello del malore improvviso, visto che il corpo – da un primo esame esterno effettuato dopo il ritrovamento – non presentava segni di violenza. Una delle domande a cui nessuno ha saputo però finora dare risposta è perché Michele, parcheggiata la sua moto in via Matteotti a Torre del Lago, si sia poi inoltrato così tanto nella macchia di Migliarino. Secondo alcune indiscrezioni, il 31enne potrebbe essersi recato in quell’area così isolata per incontrare qualcuno. Dunque, non sarebbe stato solo nel luogo dove poi è stato ritrovato da un passante che ha allertato le forze dell’ordine. Una pista, questa, che al momento sta venendo valutata al pari di tutte le altre dagli inquirenti. E che potrebbe “incastrarsi” con le risposte che i militari stanno cercando: sono infatti in corso le indagini su dove possa essere finito il cellulare del 31enne, che ancora non è stato ritrovato. Così come i carabinieri di Pisa stanno cercando di dare una spiegazione a un altro elemento inconsueto, ovvero il fatto che i pantaloni del giovane siano stati rinvenuti nei dintorni del luogo dove si trovava il corpo, ma non indosso al 31enne, che si trovava invece riverso con il volto a terra.

Un mistero complicato, sul quale solo l’autopsia potrà iniziare a fare luce indicando intanto le cause effettive della morte di Michele Lorenzoni. Intanto la comunità di Levigliani, sconvolta dal dolore, ha organizzato per stasera alle 21,30 una fiaccolata per le strade del borgo in suo onore: il ritrovo sarà in piazza Ortali, di fronte al circolo del paese.


 

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