Il Tirreno

Pontedera

Oltre lo sport

Pontedera, così il calcio può morire nel silenzio: stipendi da pagare, squadra da costruire e conti da sistemare – Tutte le cifre

di Stefano Scarpetti

	Tifosi del Pontedera in corteo 
Tifosi del Pontedera in corteo 

Tra scadenze ravvicinate, incertezze societarie e un futuro agonistico ancora tutto da definire, il club granata si trova davanti al mese più delicato della sua storia recente, con il rischio concreto di non riuscire nemmeno a ripartire

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Dalla fine di una stagione disastrosa per il Pontedera, una delle peggiori di un storia lunga 114 anni, si è parlato principalmente di riammissione e ripescaggio. Omettendo, però, che per sperare di far questo occorre mettersi in pari con i pagamenti. E in questo senso la situazione dei granata ha connotati mai avuti negli ultimi 15 anni.

Stipendi arretrati e scadenze imminenti

Da quanto si apprende da fonti vicino alla società i tesserati stanno ancora aspettando gli stipendi di aprile e maggio, oltre a quello di giugno. Stessa cosa varrebbe per gli istruttori del settore giovanile. In più, come se non bastasse, chi ha affittato – o almeno una parte di questi – le case ai giocatori pare che debba ancora riscuotere le mensilità di marzo, aprile e maggio. Per pagare gli stipendi di aprile e maggio ai calciatori la società ha tempo fino al 15 giugno. Per pagare lo stipendio di giugno la scadenza cade a inizio agosto. E per il momento dalla società non trapela alcuna comunicazione ufficiale.

Servono 600mila euro per mettersi in pari

In tutto servono 600mila euro entro la fine di giugno per far sì che il Pontedera sia in pari con la scorsa stagione. Condizione necessaria – quella dei conti in ordine – per poter ambire a una eventuale riammissione e/o ripescaggio.

Le scadenze federali tra luglio e agosto

La richiesta di partecipazione alla Serie D va fatta nella settimana che va dal 4 al 10 luglio. In più, come accennato, entro l’inizio di agosto il Pontedera deve corrispondere la mensilità di giugno per non incorrere in penalità per il torneo venturo.

Servono soldi

Si sta diradando quindi il velo di nebbia alzato nei mesi scorsi: è lampante che servono soldi per poter sperare di disputare almeno la Serie D. A questo punto il primo obiettivo è questo: trovare denaro. E non è rassicurante il silenzio di Sportheca. E poi ci sono: una composizione societaria attualmente misteriosa, l'assenza di un direttore sportivo e la mancanza di un allenatore. Di fatto un Pontedera più virtuale che reale. Se non ci saranno fatti concreti in questo mese di giugno anche la Serie D potrebbe diventare una chimera.

Senza pagare non si gioca

Senza pagare non si può pensare di partecipare a un campionato, qualsiasi esso sia. Le domande da farsi sarebbero molte su quello che è stato, ma adesso c’è da salvare con le unghie e con i denti un titolo sportivo, la maglia granata e cacciare via il fantasma del fallimento. Questo è il primario obiettivo da porsi in questo mese di giugno. Scenari distanti anni luce dalla recente storia granata. Ma la realtà ora è questa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’incidente mortale

Firenze, pedone travolto e ucciso da uno scooter: riaperto il ponte all’Indiano

di Redazione Firenze
Speciale Scuola 2030