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Il caso

Castelfranco, sospesa la ragazzina di 12 anni che ha aggredito la compagna con le forbici

di Lorenzo Carducci
Castelfranco, sospesa la ragazzina di 12 anni che ha aggredito la compagna con le forbici

La vittima sta meglio e lunedì (13 aprile) tornerà in classe. Il Consiglio d’istituto: «La scuola può affiancare ma non può sostituire la famiglia»

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CASTELFRANCO. «Quello che è accaduto è un fatto gravissimo che ha scioccato tutti noi e scosso profondamente tutta la comunità scolastica. E che ci pone grossi interrogativi sulla prevenzione, perché la scuola deve restare sempre un ambiente sicuro e accogliente. Ma posso assicurare che si tratta di un episodio isolato e che l’istituto lavora da anni a progetti legati al benessere, all’inclusione dei ragazzi e all’uso corretto dei social, anche tramite incontri pomeridiani col contributo di forze dell’ordine ed esperti».

Così il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci, Sandro Sodini, rompe il silenzio su quanto avvenuto venerdì mattina nei bagni del PalaBagagli, dove durante l’ora di educazione fisica una ragazzina di 12 anni della scuola media di piazza Mazzini ha aggredito una compagna con delle forbici, provocandole delle ferite superficiali al collo. Un gesto che, in base ai racconti dell’autrice, nascerebbe dall’intenzione di emulare quanto visto in un video sui social. «La ragazza aggredita per fortuna sta meglio, è stata dimessa, presto andremo a trovarla. Lunedì (domani, ndr) tornerà in classe» l’aggiornamento del preside. L’altra 12enne, non imputabile per ciò che ha fatto in quanto minore di 14 anni, è stata sospesa da scuola per oltre 15 giorni. Mentre la famiglia resta sconvolta dal comportamento della figlia, per lei potrebbe aprirsi un percorso rieducativo col coinvolgimento della Procura per i minori di Firenze. Anche se, a quanto si apprende, la ragazzina non avrebbe mai manifestato segnali di disagio.

«Purtroppo oggi gli elementi che possono causare disagi ai più giovani sono tanti – riflette Sandro Sodini – tra cui una solitudine domestica e un uso non corretto e sorvegliato dei social. Qualche settimana fa parlavamo con gli assistenti sociali dell’importanza di intercettare il malessere prima che sfoci in qualcosa di grave, ma purtroppo la scuola non può arrivare dappertutto e le famiglie devono fare la propria parte. Noi abbiamo subito messo la psicologa della scuola a disposizione dei ragazzi e ascoltato le esigenze dei compagni della classe coinvolta». In giorni nei quali la vicenda è diventata caso nazionale, venuta dopo i fatti di La Spezia e Bergamo, la priorità della scuola è ritrovare un clima che si avvicini il più possibile alla serenità. «Senza sottovalutare un episodio gravissimo, abbiamo bisogno di andare avanti – sottolinea il dirigente scolastico – e tornare a una situazione di normalità, lavorando al contempo con tutti gli attori del territorio per delle scuole sempre più sicure». A fare quadrato col preside Sodini è il Consiglio d’istituto.

«La scuola è e deve restare un luogo di benessere e crescita, costruito grazie all’impegno di tutte le sue componenti. Proprio per questo, episodi come quello di venerdì ci colpiscono profondamente e ci interrogano come comunità educante – il messaggio del consiglio – Sono momenti che richiedono lucidità, rispetto e responsabilità da parte di tutti, evitando di alimentare tensioni che rischiano solo di aumentare il disagio. La scuola sta gestendo la situazione secondo i propri compiti, in raccordo con le autorità, e continuerà a farlo con serietà e trasparenza. Al contempo, è necessario ribadire con chiarezza che la responsabilità educativa primaria si costruisce a partire dal contesto familiare, nella quotidianità, attraverso presenza, ascolto e regole condivise. La scuola può affiancare, sostenere e offrire strumenti, ma non può sostituirsi a quel ruolo fondamentale che si esercita ogni giorno nella vita dei ragazzi».

Per questo, aggiunge l’organo collegiale, «è importante che gli spazi di confronto e partecipazione che la scuola mette a disposizione delle famiglie non restino occasioni isolate, ma diventino momenti di presenza e collaborazione. In questo momento chiediamo a tutti di mantenere equilibrio e senso di comunità, nell’interesse dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze».

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