Addio all’ingegner Lucio Masut: fu uno dei padri del Piaggio Mp3
Ha vissuto il periodo di forte espansione della fabbrica della Vespa: «La sua morte lascia un vuoto difficile da colmare»
CAPANNOLI. Per molti anni è stato uno dei personaggi più in vista della Piaggio di Pontedera. Nato nella provincia di Pordenone, a Cordenons per l’esattezza, l’ingegner Lucio Masut ha guidato la creazione degli scooter che hanno continuato a mantenere al top del settore delle due ruote l’azienda di Pontedera. Ed è stato anche una figura di spicco del Rotary, ricoprendo a lungo il ruolo di presidente e ricevendo per due volte il premio Paul Harris Fellow, la massima onorificenza conferita dal club.
È anche per questo che la sua morte a 79 anni ha destato profonda commozione in tante persone che lo hanno conosciuto nei suoi anni in Valdera. Combatteva contro una malattia ed è deceduto nell’abitazione di famiglia a Santo Pietro Belvedere, nel comune di Capannoli.
Lascia la moglie Flavia e i figli Elisabetta e Simone. La salma è esposta nella cappellina della Misericordia di Pontedera, mentre il funerale sarà celebrato oggi, 1 aprile, alle 15 in Duomo.
Una figura di spicco che aveva cominciato la carriera come direttore tecnico della Gilera, nota casa delle due ruote, dove aveva contribuito, tra l’altro, alla creazione del famoso Gilera 600 monocilindro. Quando a metà degli anni Ottanta Piaggio ha acquisito l’azienda, Masut è sbarcato a Pontedera, scalando anno dopo anno le gerarchie e diventando uno dei personaggi più importanti dell’azienda. Chi lo ha conosciuto gli attribuisce grande merito per la produzione dello scooter Mp3, il veicolo a tre ruote di cui due davanti direzionali, presentato sul mercato nel 2006.
Una mente innovativa e una capacità di gestire il proprio staff che ha prodotto enormi risultati per la Piaggio. E che hanno portato Masut a ottenere anche il titolo di commendatore dell’ordine al merito della Repubblica italiana nel 2002. «Era una grande mente, un trascinatore e una persona che dimostrava di avere una visione in ogni progetto che intraprendeva», ricorda l’imprenditore Marco Giusti, anche lui appartenente al Rotary Club Pontedera.
Dopo aver lasciato la fabbrica della Vespa, Lucio Masut si è imbarcato in un’avventura diversa, con un ruolo più istituzionale e di rappresentanza. Ma comunque importante. È stato, infatti, il presidente del consiglio d’amministrazione di Pont-Lab, la struttura che testa materiali di altissimo livello in settori come l’aerospaziale, i beni culturali, l’energetico, la nautica, la meccanica, il ferroviario, la moda e il lusso, l’automotive, l’arredamento e i giocattoli. «Abbiamo vissuto insieme il lancio di una realtà molto importante per Pontedera. La sua morte lascia un vuoto difficile da colmare», dice l’ex sindaco Simone Millozzi.
Un’azienda che ha festeggiato il ventennale da poco e dove l’ingegnere è rimasto fino a cinque anni fa, per poi dedicarsi a una delle sue grandi passioni, l’aeronautica. Masut, infatti, era proprietario d un aliante e si divertiva a volare postando poi su Facebook i video ripresi dalla sua visuale, all’interno della cabina di pilotaggio. Una vita piena, la sua, vissuta a fondo, senza freni e con la grande curiosità di chi riesce a guardare oltre l’orizzonte.
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