Pistoia, peste suina: si può fermare? Il commissario chiede aiuto anche ai cacciatori
Giovanni Filippini: «Necessario ridurre il numero dei cinghiali che portano il virus»
PISTOIA. L’epidemia di peste suina africana si può fermare, ma occorrono la piena condivisione della strategia nazionale di contenimento ed un forte lavoro di squadra per attuarla: è il messaggio che il commissario straordinario alla Psa, Giovanni Filippini, ha voluto evidenziare durante l’incontro organizzato ieri dalla Prefettura nella Biblioteca San Giorgio di Pistoia.
La riunione è coincisa con una fase particolarmente delicata dell’evoluzione del cluster epidemico, che nelle scorse settimane si è esteso al comune di San Marcello-Piteglio colpendo anche, per la prima volta, un allevamento di suini domestici.
Oltre al prefetto Gallo Carrabba e al commissario Filippini, erano presenti il presidente della Provincia Luca Marmo accompagnato dal comandante della Polizia Provinciale Franco Monfardini, i sindaci o gli assessori delegati dei Comuni della provincia, la coordinatrice del Gruppo Operativo Territoriale per la Psa Corinna Magelli, i rappresentanti della Regione Toscana, del mondo venatorio, delle associazioni degli allevatori, delle forze di polizia e dell’Asl Toscana Centro.
È intervenuto anche Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della Cinta Senese Dop, che ha lanciato un accorato appello per preservare il patrimonio genetico della pregiata razza suina allevata allo stato semibrado.
La presenza di Filippini a Pistoia (la terza dopo i precedenti incontri del gennaio e dell’aprile scorso) ha voluto essere un segno di vicinanza agli allevatori suinicoli della Toscana, ma anche un forte richiamo di responsabilità a tutti gli attori del territorio affinché siano intensificate le azioni di depopolamento dei cinghiali, in modo da ridurre la densità della fauna selvatica che favorisce la trasmissione del virus.
Serrato ed appassionato il confronto con i rappresentanti dei cacciatori, che – come da tutti sottolineato – svolgono un ruolo fondamentale per contenere la diffusione virale, ma chiedono anche di potere essere messi nelle condizioni di agire al meglio per il raggiungimento dei target attesi.
Salutato con favore anche il recente provvedimento con il quale la Regione Toscana ha nominato, per quanto di competenza, un proprio commissario straordinario per la gestione dell’emergenza.
Il giorno prima il consigliere regionale Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia) aveva accusato la stessa Regione di essersi mossa con grave ritardo per affrontare l’emergenza, ricordando che da febbraio sono a disposizione 420.000 euro per combattere la diffusione del virus.
I veterinari, invece, hanno fatto presente di essere troppo pochi in provincia di Pistoia (tre, rispetto ai sette in servizio nel 2020) per garantire un impegno straordinario.
Il Commissario Filippini ha preannunciato l’adozione a breve di una specifica ordinanza per disciplinare in maniera puntuale le nuove azioni da attuare in Toscana ed il relativo cronoprogramma. Per giovedì prossimo, 30 luglio, è stato fissato anche un incontro in videoconferenza con i capi delle squadre di cacciatori interessate. l
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