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Riapre il Globo, ma non è più un cinema: maxi‑store al posto della storica sala. E la novità fa discutere il centro storico

di Tiziana Gori

	L'interno
L'interno

Il cinema è chiuso da ormai 8 anni, il fondo riconvertito è passato a un imprenditore: riaperto al pubblico sotto una veste completamente nuova

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PISTOIA. Le saracinesche dell’ex Cinema Globo di via di Buti si sono rialzate, ma l'odore di popcorn e la magia della sala d'essai sono ormai un lontano ricordo.

Il dibattito in centro

A distanza di otto anni dalla sua definitiva chiusura, lo storico immobile nel cuore del centro cittadino ha ufficialmente riaperto al pubblico sotto una veste completamente nuova: quella di un maxi-store di importazione, una grande rivendita di oggettistica e casalinghi gestita da un imprenditore cinese.

Una trasformazione resa possibile dal definitivo via libera al cambio di destinazione d'uso della struttura, che ha cancellato per sempre la vocazione cinematografica del locale. La notizia della riapertura ha immediatamente riacceso i riflettori su una ferita mai del tutto rimarginata per la comunità pistoiese.

L’ultimo film

Era il giugno del 2018 quando il Globo proiettò il suo ultimo film. La fine dei giochi arrivò dopo mesi di logoranti trattative tra il vecchio gestore, Luca Barni della società pratese Mabuse Cinema, e la proprietà dell'immobile, la ditta Dinamica. Al centro dello scontro non ci fu solo il mancato accordo economico sul canone d'affitto, giudicato ormai insostenibile, ma anche il pesante onere di alcuni interventi strutturali pretesi dalla proprietà, tra cui un complesso progetto per lo spostamento dell’ingresso principale.

All'epoca, i gestori parlarono apertamente del forte sospetto che quelle richieste fossero un pretesto per liberare la sala e spianare la strada a una riconversione commerciale. Un timore che oggi trova conferma nei fatti e che sta alimentando un acceso dibattito tra i residenti e sui canali social locali. Molti pistoiesi si dicono perplessi e amareggiati di fronte all'ennesimo "negozione" in pieno centro storico, giudicato estraneo all'identità e al tessuto commerciale tradizionale della zona. A far discutere è soprattutto la perdita di un luogo simbolo: sotto la gestione del Mabus Cineclub, il Globo era diventato il punto di riferimento indiscusso per il cinema di qualità, i film indipendenti e le grandi rassegne culturali, come Presente Italiano o Giallo Pistoia.

E ora

Nel 2018, la politica locale e diverse associazioni cittadine (tra cui l'associazione Palomar) avevano lanciato accorati appelli per salvare la monosala, chiedendo alle istituzioni di bloccare operazioni di tipo speculativo. Nonostante i rigidi vincoli comunali volti a tutelare l'architettura interna della sala – caratterizzata da pregevoli stucchi decorativi e dall'assenza di finestre, elementi che ne vietavano il frazionamento – la proprietà ha infine ottenuto il via libera burocratico. Per il centro di Pistoia si tratta dell'ennesimo presidio culturale che abdica definitivamente in favore della grande distribuzione.

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