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Il personaggio

Francis, un toscano in gara alle Olimpiadi di Milano-Cortina: scierà per le Filippine – E l’Abetone impazzisce per lui

di Tommaso Silvi

	Francis Ceccarelli 
Francis Ceccarelli 

A sei anni è arrivato in Toscana, sulle montagne pistoiesi: ed è subito stato amore per la neve

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Quando è sbarcato all’Abetone dalle Filippine aveva appena sei anni. Non parlava ancora italiano, ma aveva già un destino tracciato: sua madre adottiva, Lisa, gli mise subito un paio di sci ai piedi. Le prime discese non erano sulle piste, ma nel giardino di casa, con i genitori affacciati dal garage a guardare quel bambino minuscolo scivolare sulla neve con due sci di plastica o di legno. Da quel gioco innocente è nata una storia che oggi porta Francis Ceccarelli, 22 anni, a un traguardo che nessuno avrebbe immaginato allora: partecipare alle Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026.

Un talento cresciuto all’Abetone

La sua nuova famiglia toscana, appassionata di sci, lo ha accompagnato passo dopo passo: prima i pomeriggi in piazza a giocare sulla neve, poi la scuola di sci, poi le prime gare. All’inizio Francis avrebbe preferito divertirsi senza troppi obblighi, ma col tempo ha capito che quei sacrifici erano la strada giusta. Oggi è pronto a vivere la cerimonia inaugurale a San Siro e a gareggiare il 14 febbraio in gigante e il 16 nello slalom speciale.

Vive in Italia, ma rappresenta le Filippine

Francis è nato a Quezon City, vicino Manila, e non ha mai dimenticato le sue origini. Dal 2023 ha scelto di gareggiare per le Filippine, una decisione presa proprio in vista dei Giochi. È diventato il primo sciatore alpino filippino a qualificarsi attraverso il sistema delle quote olimpiche: un risultato storico per lui e per l’intero movimento sciistico del suo Paese d’origine. «La mia identità filippina è sempre stata parte di me», ha raccontato a Olympics.com. «Rappresentare il luogo dove sono nato è qualcosa che desideravo da tempo. Non capita spesso che un atleta filippino possa competere nello sci a livello internazionale».

L’Abetone fa il tifo per lui

Il paese che ha visto crescere Zeno Colò ora guarda a Francis con orgoglio. Tutta la comunità dell’Abetone segue il suo percorso, consapevole che quel bambino arrivato da lontano è diventato un simbolo di integrazione, talento e determinazione. Sui social, pochi giorni fa, Francis ha scritto parole che raccontano bene il suo spirito: «Non è una medaglia che mi renderà migliore. Conta essere stato felice, migliorarmi ogni giorno e vivere ogni attimo con serenità».

Allenatrice e la mamma

Lisa, la madre adottiva, ricorda ogni passo di questo viaggio: «Ho fatto sia l’allenatrice che la mamma. Arrivare fin qui è una gioia immensa. Il merito è tutto suo: ha lavorato con una dedizione che pochi ragazzi della sua età hanno».

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