Il Tirreno

Pistoia

Il caso

Donna morta a Pistoia, graffio sospetto sul collo del figlio

di Massimo Donati
Donna morta a Pistoia, graffio sospetto sul collo del figlio

Oggi l’autopsia, periti in cerca di tracce di pelle sotto le unghie della donna

07 giugno 2023
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PISTOIA. Sul collo del figlio, un profondo graffio, ancora arrossato dal sangue quando, attorno alle sette e mezzo di mattina dello scorso giovedì, sono arrivati i soccorritori del 118. E sul volto della madre, attorno alla bocca e al naso, dei segni, delle ecchimosi che nella mente del medico hanno fatto scattare un campanello di allarme: forse quell’anziana donna supina sul letto non era morta a causa di un malore ma era stata soffocata da qualcuno.

Un’ipotesi che questa mattina all’obitorio dell’ospedale San Jacopo dovranno o meno confermare i medici legali incaricati dalla procura di Pistoia di eseguire l’autopsia su Ottavina Maestriperi, la novantenne ex commerciante pistoiese trovata priva di vita nel suo appartamento di via Monteverdi. I periti dovranno anche cercare sotto le unghie dell’anziana donna eventuali tracce di pelle, forse rimaste lì in un disperato tentativo di difendersi, attraverso le quali sarebbe poi possibile, attraverso un esame del Dna, dare un volto e un nome a un ipotetico aggressore.

Che, a fronte anche di quel graffio sul collo, secondo i pm titolari dell’inchiesta, potrebbe essere il figlio Patrizio Ruscio, da loro iscritto fin quasi da subito nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio volontario. Il sessantenne ragioniere pistoiese ha detto, prima ai carabinieri e poi ai magistrati, che quel vistoso graffio gli era stato fatto da un cane: una versione che evidentemente non ha convinto gli inquirenti.

Intanto, ieri mattina, il tribunale di sorveglianza di Firenze ha deciso di revocare a Ruscio, e di aggravarla con quella della restrizione in carcere, la misura della detenzione domiciliare alla quale era sottoposto per scontare la pena patteggiata davanti al giudice di Pistoia lo scorso anno per un reato di truffa. Decisione maturata in relazione al fatto che la mattina in cui si è recato a casa della madre (trovandola, a suo dire, morta sul letto) il sessantenne ragioniere ha commesso il reato di evasione, in quanto gli obblighi impostigli dal tribunale prevedevano che si potesse allontanare dalla propria abitazione soltanto per due ore al giorno, dalle 10 alle 12. Mentre sembra che attorno alle 6,30 si trovasse già nella zona di via Monteverdi

Come hanno avuto modo di notare i carabinieri che sono andati a prelevarlo a casa per poi accompagnarlo al carcere di Prato, ieri mattina l’uomo appariva particolarmente prostrato, tanto che è stata chiesta l’attivazione di una sorveglianza continua nei suoi confronti da parte della polizia penitenziaria, per prevenire eventuali gesti che potrebbe mettere in atto in un momento di sconforto.

«I carabinieri lo hanno visto particolarmente scosso e temendo un crollo hanno fatto sì che venisse disposta una vigilanza continua – conferma l’avvocato difensore Francesco Stefani – Questa decisione da parte del tribunale di sorveglianza era preventivabile, oltretutto perché il reato di evasione è stato commesso potenzialmente per commettere un reato molto più grave. Comunque, i risultati dell’autopsia di domani (oggi per chi legge, ndr) saranno decisivi. La situazione potrebbe precipitare drasticamente qualora venisse confermato che si è trattato di una morte per cause violente».


 

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