Pisa, Knaster pensa già al futuro: il piano per tornare subito in Serie A
Il patron era presente all’Arena e ha anticipato i prossimi passi parlando a Sky. Hiljemark: «Con il Torino una sconfitta frustrante però non c’è rassegnazione»
PISA. Ad assistere alla decima sconfitta in questo campionato all'Arena, la 17ª totale, c'era anche il patron Alexander Knaster. Il numero uno nerazzurro ha rilasciato anche un'intervista a Sky Sport che sarà trasmessa nei prossimi giorni sui canali della popolare emittente sportiva.
Le conferme
Da quanto emerge, però, Knaster ha confermato il suo massimo impegno nel Pisa e i programmi in ottica futuro. Non solo quelli legati alle strutture, centro sportivo e stadio, ma anche di una continuità nel management societario. Massima fiducia quindi alla famiglia Corrado e la volontà di riprovare, in caso di retrocessione, oggi sempre più vicina, a tornare in Serie A. Probabilmente senza cambiare troppo i piani e continuando a guardare anche all'estero per costruire la squadra del futuro. Knaster ha parlato anche dei motivi per cui ha scelto di investire sul Pisa e di un senso di appartenenza forte maturato in questi anni.
Le parole di Hiljemark
Tutti in questi ultime sette partite saranno sotto osservazione. Compreso l'allenatore Oscar Hiljemark, che ha conquistato appena 4 punti in 8 gare ma al momento non è considerato a rischio nonostante una media punti inferiore a quella del suo predecessore Alberto Gilardino: 0,50 contro 0,60. «Abbiamo fatto una bella gara – ha detto il tecnico alla fine della partita col Torino – ed è un risultato duro da digerire. Ho visto una squadra che ha giocato molto bene e ha fatto una buona fase difensiva». Hiljemark ha sostituito Moreo e Meister, i due attaccanti con cui era partito, poco prima dell'ora di gioco per inserire Loyola a centrocampo e Stojilkovic in attacco dove ha fatto avanzare Tramoni. «Era una partita molto fisica e ho pensato che Tramoni potesse creare la superiorità giocando più avanti e fare pressing alto. Tramoni ha giocato molto bene anche più avanti. L'occasione fallita? Matteo ha fatto un errore e lui lo sa ma per me è stato uno dei migliori. Ci penserà tanto ma sia lui che gli altri devono guardare avanti e pensare alla Roma».L'altro errore pesante è quello sul gol partita. Rete simile a tante altre. «Non abbiamo seguito la mezzala del Torino (Casadei, nda) con Angori che è dovuto andare a stringere su di lui e ha perso Pedersen che è rimasto solo e poi ha calciato trovando Adams».
La scelta di Semper
Una gerarchia sempre in divenire porta, dovuta anche agli infortuni, è una delle tante spie di una stagione no. Tornava a disposizione Scuffet ma Hiljemark stavolta ha puntato su Semper. «Adrian era infortunato quando sono arrivato io ed è tornato a disposizione già da qualche settimana. Ha lavorato bene per 3-4 settimane e alla fine ho deciso di farlo giocare. È un cambio dovuto anche ai tanti gol presi a Como».
No alla resa
Hiljemark ha poi detto di non credere che ci sia già un clima di rassegnazione all'interno della squadra: «Perdere così fa male, certo. Sono frustrato ma devo pensare fin da subito a lavorare per fare una buona partita venerdì a Roma. Ho visto una squadra che ha tanto orgoglio. Non credo che ci sia rassegnazione».
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