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Pisa, Knaster pensa già al futuro: il piano per tornare subito in Serie A

di Andrea Chiavacci

	La delusione dei giocatori nerazzurri e a destra il patron Knaster
La delusione dei giocatori nerazzurri e a destra il patron Knaster

Il patron era presente all’Arena e ha anticipato i prossimi passi parlando a Sky. Hiljemark: «Con il Torino una sconfitta frustrante però non c’è rassegnazione»

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PISA. Ad assistere alla decima sconfitta in questo campionato all'Arena, la 17ª totale, c'era anche il patron Alexander Knaster. Il numero uno nerazzurro ha rilasciato anche un'intervista a Sky Sport che sarà trasmessa nei prossimi giorni sui canali della popolare emittente sportiva.

Le conferme

Da quanto emerge, però, Knaster ha confermato il suo massimo impegno nel Pisa e i programmi in ottica futuro. Non solo quelli legati alle strutture, centro sportivo e stadio, ma anche di una continuità nel management societario. Massima fiducia quindi alla famiglia Corrado e la volontà di riprovare, in caso di retrocessione, oggi sempre più vicina, a tornare in Serie A. Probabilmente senza cambiare troppo i piani e continuando a guardare anche all'estero per costruire la squadra del futuro. Knaster ha parlato anche dei motivi per cui ha scelto di investire sul Pisa e di un senso di appartenenza forte maturato in questi anni.

Le parole di Hiljemark

Tutti in questi ultime sette partite saranno sotto osservazione. Compreso l'allenatore Oscar Hiljemark, che ha conquistato appena 4 punti in 8 gare ma al momento non è considerato a rischio nonostante una media punti inferiore a quella del suo predecessore Alberto Gilardino: 0,50 contro 0,60. «Abbiamo fatto una bella gara – ha detto il tecnico alla fine della partita col Torino – ed è un risultato duro da digerire. Ho visto una squadra che ha giocato molto bene e ha fatto una buona fase difensiva». Hiljemark ha sostituito Moreo e Meister, i due attaccanti con cui era partito, poco prima dell'ora di gioco per inserire Loyola a centrocampo e Stojilkovic in attacco dove ha fatto avanzare Tramoni. «Era una partita molto fisica e ho pensato che Tramoni potesse creare la superiorità giocando più avanti e fare pressing alto. Tramoni ha giocato molto bene anche più avanti. L'occasione fallita? Matteo ha fatto un errore e lui lo sa ma per me è stato uno dei migliori. Ci penserà tanto ma sia lui che gli altri devono guardare avanti e pensare alla Roma».L'altro errore pesante è quello sul gol partita. Rete simile a tante altre. «Non abbiamo seguito la mezzala del Torino (Casadei, nda) con Angori che è dovuto andare a stringere su di lui e ha perso Pedersen che è rimasto solo e poi ha calciato trovando Adams».

La scelta di Semper

Una gerarchia sempre in divenire porta, dovuta anche agli infortuni, è una delle tante spie di una stagione no. Tornava a disposizione Scuffet ma Hiljemark stavolta ha puntato su Semper. «Adrian era infortunato quando sono arrivato io ed è tornato a disposizione già da qualche settimana. Ha lavorato bene per 3-4 settimane e alla fine ho deciso di farlo giocare. È un cambio dovuto anche ai tanti gol presi a Como».

No alla resa

Hiljemark ha poi detto di non credere che ci sia già un clima di rassegnazione all'interno della squadra: «Perdere così fa male, certo. Sono frustrato ma devo pensare fin da subito a lavorare per fare una buona partita venerdì a Roma. Ho visto una squadra che ha tanto orgoglio. Non credo che ci sia rassegnazione».


 

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