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Serie A

Pisa verso l’Udinese, il violino del Gila adesso “suona” la carica: «C’è tutto un girone da giocare...»

di Andrea Chiavacci
Alberto Gilardino
Alberto Gilardino

Il tecnico alla vigilia della sfida: «Alla fine della partita contro il Como ho citato lo striscione che invita a non arrenderci mai, è nel nostro Dna»

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PISA. Voltare pagina, aprire un nuovo capitolo. Il girone d’andata è stato un film troppo cupo per poter far sperare ma ci sono ancora 19 partite per stravolgere il copione. Parte sabato 10 gennaio alle 15 dal BluEnergy Stadium di Udine la rincorsa alla zona salvezza, attualmente distante quattro punti, del Pisa di Alberto Gilardino attualmente ultimo da solo, a -1 da Fiorentina e Hellas Verona, con 12 punti. Missione salvezza difficile, non impossibile.

Vietato arrendersi

Niente conferenza stampa prima della partenza per Udine, la squadra è partita dall’aeroporto Galilei intorno alle 15, 30 di venerdì, dopo la rifinitura a San Piero a Grado. Ma Gilardino ha parlato attraverso un video, spiegando cosa si aspetta da questo girone di ritorno e dalla sfida. «È vietato arrendersi – sottolinea il tecnico di Biella –. C’è un girone di ritorno da giocare e dobbiamo essere consapevoli di quello che dobbiamo fare. Servirà grandissima compattezza, umiltà e grande sacrificio. Ma soprattutto ci deve contraddistingue il coraggio e la spregiudicatezza che sono due aspetti fondamentali per poter portare a casa più punti possibile».

Pensare positivo

Gilardino è molto motivato e vuole trasmettere energia positiva al gruppo: «Sono una persona molto positiva e voglio che anche i miei calciatori siano così. Cerco quotidianamente di trasmettergli sensazioni positive. Sappiamo bene che il momento che stiamo vivendo è difficile, ma abbiamo anche il desiderio di continuare a inseguire il sogno della salvezza. C’è volontà da parte mia, della squadra, della società di fare tutto il possibile per poter raggiungere l’obiettivo».

Avversario tosto

Dall’altra parte c’è un Udinese che ha più del doppio dei punti in classifica del Pisa, 25 contro 12, e che fin qui ha fatto grandi imprese, piegando l’Inter al Meazza e il Napoli in casa, ma è spesso caduta quando meno si attendeva. Su tutte le otto sconfitte, una sola in più dei nerazzurri che hanno perso nove volte, spicca il 5-1 subito in casa della Fiorentina. «L’Udinese è una squadra che ha qualità fisiche, tecniche, strutturali importanti – dice Gilardino –. Lo abbiamo visto anche nella gara che hanno vinto mercoledì sera in casa del Torino. Sarà una partita complicata. Da parte nostra dobbiamo andare a Udine consapevoli dei nostri pregi, perché li abbiamo fatti vedere, e cercando di limare i nostri difetti».

Le scelte

Il Pisa è in piena emergenza viste le assenze di Cuadrado, Stengs, Lusuardi, Albiol, Akinsanmiro, quest’ultimo in Coppa d’Africa, e anche di Vural che non recupera. In difesa Coppola potrebbe essere confermato al fianco di Caracciolo e Canestrelli davanti a Semper. A centrocampo tutto ruota intorno a Leris. Potrebbe giocare da mezzala, in ballottaggio con Piccinini, o da esterno sinistro in lotta con Angori. Aebischer sicuro, mentre l’altro posto da mezzala se lo giocano Hojholt e Marin. Se il romeno è al 100% giocherà lui. In attacco Tramoni al fianco di uno tra Moreo e Meister che è reduce dall’influenza. Diffidati Caracciolo, Calabresi, Aebischer e lo stesso Gilardino.

«Di tutto per i tifosi»

«Alla fine della partita contro il Como ho citato lo striscione che invita il Pisa a non arrendersi mai – conclude il mister –. È nel nostro Dna. È un focus che mentale importante che la squadra deve avere per tutto il girone di ritorno. Siamo felici che saranno in tanti a Udine. Quello che non mi fa dormire la notte, e che fa dispiacere anche la squadra, è proprio il fatto di non poter dare soddisfazione punti ai tifosi. Faremo di tutto a Udine e nelle prossime partite per cercare di regalargli finalmente qualche soddisfazione».

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