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Pisa, occupazioni al Santoni e Fascetti: «Sono entrati a volto coperto»

di Roberta Galli
Pisa, occupazioni al Santoni e Fascetti: «Sono entrati a volto coperto»

Danneggiati alcuni arredi. Motivi nazionali e locali alla base della protesta

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PISA. Mattinata di occupazioni, quella di ieri (lunedì 19 ottobre), in due scuole superiori pisane. Proteste in corso all’istituto Santoni, ospitato all’interno del complesso Concetto Marchesi, e all’istituto professionale Fascetti, in via Rindi a Porta a Lucca. Al Santoni la protesta (scattata intorno alle 7) ha interessato il secondo e il terzo piano dell’edificio, dove sono stati segnalati anche danni agli arredi.

«Alcuni banchi – ha denunciato il capo d’istituto – sarebbero stati gettati lungo le scale interne per impedire l’accesso ai piani occupati». La preside Francesca Napolitano, in carica dal primo settembre dello scorso anno, si è recata ieri pomeriggio in Questura per presentare una denuncia.

Secondo quanto riferito dalla dirigente, all’interno dell’edificio sarebbero presenti una decina di giovani, con il volto coperto da cappucci e sciarpe, circostanza che ne renderebbe difficile il riconoscimento. I giovani hanno preso possesso delle stanze e si sono preparati per trascorrere lì la notte.

Nonostante l’occupazione, comunque, le attività al Santoni proseguono al primo piano, dove otto classi vengono accolte a rotazione. Regolarmente operativa anche la segreteria didattica. «Cerchiamo di tamponare l’emergenza – ha spiegato la preside – illustrando la riorganizzazione delle lezioni, prevista a giorni alterni. Oggi è il turno delle classi seconde e quarte. Una soluzione provvisoria per garantire la continuità e limitare i disagi per studenti e personale».

Nel mirino ci sono il governo e la gestione degli spazi. La protesta al Santoni nasce infatti da una serie di contestazioni che riguardano sia scelte politiche nazionali (spese militari e tagli ai servizi) sia la gestione interna delle aule con lo spostamento dell’indirizzo agrario in via Possenti, una soluzione che gli occupanti ritengono inadeguata rispetto alle esigenze del percorso formativo. I giovani protestano e le motivazioni sono state messe nero su bianco in un volantino, consegnato ieri mattina dal capo d’istituto. Conseguenza: da ieri l’attività del Santoni è semiparalizzata e l’occupazione si ripercuote anche sul vicino liceo Buonarroti, le cui classi (alcune) sono ospitate negli spazi condivisi con Geometri.

Mobilitazione e occupazione in corso da ieri mattina anche all’istituto Fascetti. I ragazzi, una quindicina, sono entrati all’interno della scuola intorno alle 6, impedendo di fatto il regolare svolgimento delle attività. «Per il momento – ha spiegato il preside Federico Betti – risultano sicuramente alcuni arredi danneggiati e, forse, anche alcuni infissi, sui quali, però, non siamo ancora in grado di esprimere una valutazione precisa. Le motivazioni della situazione, da quando esposto dagli occupanti, sono riconducibili sia a questioni di carattere nazionale (caro benzina, proteste degli agricoltori e legge che limita al 30% per classe la presenza di studenti stranieri), sia per questioni interne alla scuola, legate soprattutto alle strutture. E per quanto riguarda queste ultime problematiche, mi sono reso, naturalmente, disponibile a un confronto».

Mentre le mobilitazioni proseguono e i ragazzi non arretrano dalle loro posizioni.


 

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