Lutto
Firenze, rifiutò la mascherina e spinse la farmacista rompendole due costole: ora deve risarcirla
L’episodio risale al periodo Covid in una farmacia di via Masaccio: 5mila euro di danni
FIRENZE. Insofferente alle regole, rabbioso contro chi gli chiedeva di seguirle. Ripescata dai tempi lontani del Covid, torna d’attualità una storia che all’epoca poteva essere la sintesi di una rappresentanza anche politica tra chi contestava le disposizioni del governo sull’uso delle mascherine, vissute come un’imposizione da “dittatura sanitaria”, e chi era chiamato a farle rispettare. Ad esempio i farmacisti. Il cliente che imprecava contro il governo per l’obbligo del dispositivo di protezione individuale si era recato in una farmacia in via Masaccio per sottoporsi al test del Covid. Lo aveva fatto di malavoglia.
Nell’attesa dell’esame teneva la mascherina abbassata e chi gli era accanto non gradiva la “ribellione” all’ordine del governo. Lui se la tirava su e poi nella sua idea di disobbedienza civile, se l’abbassava. Ne era nato un battibecco con toni alti che aveva richiamato la farmacista distogliendola dai suoi impegni dietro al banco. La professionista aveva cercato di calmarlo, ma la reazione del cliente riottoso, peraltro risultato poi negativo al Covid, era stata quella di spingerla contro una colonna. Nell’impatto la dottoressa si era fratturata due costole. Non solo lo aveva querelato – sentenza di condanna – ma gli aveva chiesto i danni per lesioni. Una richiesta accolta dal Tribunale che ha condannato l’uomo a pagare un risarcimento di 5mila euro (oltre a 3mila euro di spese legali, ndr) alla farmacista. L’episodio risale al periodo Covid. Lui, il cliente iracondo, aveva negato, anche nel procedimento penale, di aver spinto la farmacista. Ma i testimoni lo avevano smentito senza alcun margine di interpretazione dei fatti. Incattivito dall’obbligo di tenere sul volto la mascherina, il cliente della farmacia era stato costretto a sottoporsi al tampone, ma ne contestava alla radica senso e prescrizioni. Di qui il nervosismo dimostrato durante l’attesa del test e del risultato al punto da essere ripreso dagli altri clienti che non volevano avere accanto una persona a volto scoperto che sbraitava e inveiva contro il governo. Una rabbia non solo verbale scaricata sulla farmacista costretta a subire la reazione scomposta dell’uomo e a stare a casa per mesi a causa delle due costole rotte solo per aver chiesto a un cliente di tenere la mascherina nel rispetto della legge e delle altre persone che erano nell’ambiente chiuso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
