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L’operazione

«Vuoi la droga? Te la porto a casa», scoperto in Toscana il canale Telegram degli spacciatori a domicilio

di Redazione Pisa

	L'indagine a Pisa 
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L'indagine a Pisa 

Tre arresti e un appartamento sequestrato a Pisa: nella rete finiscono soprattutto giovani universitari. Trovati anche un conto online a Cipro e oltre 700 grammi di hashish

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PISA. Vuoi la droga? Te la porto a casa. Basta un messaggio. E i soldi tutti depositati su un conto a Cipro. La Procura della Repubblica di Pisa, guidata dal procuratore Teresa Angela Camelio, ha reso nota un'indagine della guardia di finanza che ha portato a tre arresti e a una serie di sequestri nell'ambito di quella che gli investigatori hanno chiamato "Operazione Delivery Pisa": un sistema organizzato di vendita e consegna a domicilio di sostanze stupefacenti gestito attraverso un canale Telegram.

Un canale come piazza di spaccio

Al centro dell'inchiesta c'è un canale Telegram denominato "The SpaceWayPisa", individuato dai militari del Gruppo di Pisa della Guardia di Finanza, Nucleo Operativo, Sezione Operativa Pronto Impiego. Secondo l'ipotesi investigativa, il canale veniva utilizzato come luogo virtuale di incontro tra domanda e offerta di hashish e marijuana, con le consegne concordate direttamente a casa degli acquirenti o in altri punti della città. Un elemento che, sottolinea la Procura, ha reso l'acquisto apparentemente più semplice e «privo di conseguenze», favorendo tra l'altro una diffusione significativa tra gli studenti universitari.

Il blitz del 9 luglio 2024

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero titolare del procedimento, hanno permesso di individuare un appartamento che sarebbe stato utilizzato per la custodia, il confezionamento e la preparazione delle sostanze destinate alla vendita. Il 9 luglio 2024, durante un servizio di osservazione, la Guardia di Finanza ha sorpreso una cessione di stupefacente ed è intervenuta nell'abitazione ai sensi dell'articolo 103 del d.P.R. 309/1990. All'interno sono state trovate tre persone mentre, secondo quanto documentato dagli investigatori, maneggiavano le sostanze con l'ausilio di strumenti da taglio. Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno permesso di sequestrare ulteriori quantitativi di droga, materiale per il confezionamento e denaro contante ritenuto, allo stato delle indagini, provento dell'attività di spaccio. Le tre persone sono state arrestate in flagranza per le ipotesi di reato previste dagli articoli 81 e 110 del codice penale e dall'articolo 73 del d.P.R. 309/1990, e condotte nella Casa circondariale "Don Bosco" di Pisa.

Gli sviluppi investigativi: agende, dispositivi e nuovi indagati

Le indagini non si sono fermate all'arresto. L'analisi forense dei dispositivi sequestrati ha permesso di risalire a numerosi acquirenti delle sostanze, successivamente sentiti dagli inquirenti, e di raccogliere elementi su altre persone che, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbero concorso a vario titolo alle condotte contestate. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo del canale Telegram, poi oscurato, mentre alcune agende sequestrate sono state analizzate perché ritenute utilizzate per annotare operazioni e incassi. Le successive attività di osservazione e pedinamento hanno esteso gli accertamenti anche ad altre persone attive nei territori di Pisa e San Giuliano Terme, portando all'apertura di un ulteriore procedimento collegato, sempre diretto dalla Procura di Pisa ed eseguito dalla Guardia di Finanza.

Un conto a Cipro sotto sequestro

Gli accertamenti finanziari, condotti anche attraverso la cooperazione internazionale di polizia e l'Asset Recovery Office, hanno portato al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, di una somma di 3.018,73 euro giacente su un conto di trading online attivo a Cipro. Il ricorso a uno strumento finanziario collocato fuori dal territorio nazionale, spiega la Procura, è uno degli elementi che concorre a delineare l'articolazione operativa e finanziaria delle condotte esaminate, sebbene tale circostanza sia ancora oggetto di verifica e non consenta, da sola, di attribuire natura associativa ai fatti contestati.

Il ruolo degli acquirenti

Nel comunicato la Procura si sofferma anche sul ruolo della domanda nel sostenere il mercato illecito: la possibilità di ordinare la sostanza tramite piattaforma digitale e riceverla direttamente a casa avrebbe reso l'acquisto apparentemente semplice e privo di contatto con i tradizionali luoghi dello spaccio, senza però attenuarne il significato, poiché ogni acquisto alimenta un sistema che può così dotarsi di luoghi di custodia, strumenti di confezionamento, mezzi di consegna e canali finanziari anche esteri. Le persone individuate come acquirenti sono state segnalate alle Prefetture competenti ai sensi dell'articolo 75 del d.P.R. 309/1990.

I sequestri

Nel corso dell'indagine sono stati sottoposti a sequestro:

  • un immobile;
  • il canale Telegram "The SpaceWayPisa", successivamente oscurato;
  • un conto di trading online attivo a Cipro, con una giacenza di 3.018,73 euro;
  • circa 727 grammi di hashish;
  • circa 111 grammi di marijuana;
  • circa 45.000 milligrammi di liquido contenente cannabis;
  • 3.735 euro in contanti;
  • due coltelli;
  • sei bilancini di precisione;
  • un grinder;
  • una pistola a gas replica;
  • una bicicletta;
  • un monopattino;
  • otto dispositivi informatici e telefoni cellulari;
  • agende con annotazioni contabili.

I numeri dell'inchiesta

Complessivamente l'attività investigativa ha portato all'applicazione della custodia cautelare in carcere per tre persone, in relazione all'ipotesi prevista dall'articolo 73, comma 4, del d.P.R. 309/1990; alla denuncia a piede libero di altre tre persone per l'ipotesi di cui al comma 5 dello stesso articolo; alla denuncia a piede libero di un'ulteriore persona per il reato di favoreggiamento personale (art. 378 c.p.); e alla segnalazione alle Prefetture competenti di ventuno persone per detenzione di stupefacenti a uso personale.

La precisazione della Procura

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Come sottolinea la stessa Procura, le misure cautelari sono state adottate sulla base degli elementi acquisiti nella fase investigativa e non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità: le persone sottoposte a indagine devono essere considerate non colpevoli fino a un'eventuale sentenza di condanna definitiva, e nel prosieguo del procedimento sarà garantito il pieno esercizio del contraddittorio e dei diritti di difesa.

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