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Il governo Trump “blocca” un’associazione toscana accusata di sostegno al terrorismo: a capo un ex dipendente dell’Università

di Redazione Pisa

	Paolo De Rosa
Paolo De Rosa

Presentato ricorso in tribunale: intanto la banca ha congelato i conti dell’organizzazione

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SAN GIULIANO TERME. C’è un filo che attraversa l’Atlantico e collega due luoghi che apparentemente hanno davvero poco in comune: da una parte la sede del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti a Washington; dall’altra una casa lungo la statale del Brennero, nel comune di San Giuliano. In mezzo a questi due estremi una persona: Paolo De Rosa, ingegnere, rappresentante del collettivo Autistici/Inventati, messo nel mirino dal governo a stelle e strisce per un (supposto) “supporto materiale” a gruppi che – sempre dagli Stati Uniti – vengono considerati eversivi. Proprio De Rosa, nel 2018, insieme ad altre persone, diede vita all’associazione “AI” che gestisce il collettivo e che ha – appunto – sede sulla statale 12 a San Giuliano, alle porte di Pisa.

La crociata di Trump

Il provvedimento adottato a fine agosto dal governo americano fa parte di una campagna voluta dal presidente Donald Trump per combattere soggetti legti all’estremismo di sinistra e all’attivismo radicale. Le organizzazioni che finiscono nel mirino del dipartimento del tesoro vengono etichettate come “Specially designated global terrorist”. Insomma, sono considerate terroriste a tutti gli effetti. Questo significa che vengono congelati tutti i beni posseduti sotto la giurisdizione americana e che persone e società Usa non possono fare transazioni con il presunto terrorista. Il caso di Autistici/Inventati, però, ha una particolarità: il gruppo non viene accusato di aver messo in atto o progettato azioni terroristiche, ma di aver dato “supporto materiale” ad altre organizzazioni di questo tipo. Per capire cosa questo significhi bisogna addentrarsi di più nella storia del collettivo e di Paolo De Rosa.

Server e attivismo

Autistici/Inventati nasce nel 2001, sulla scia da una parte della mobilitazione dei movimenti antagonisti di Genova e, dall’altra, dell’esperienza dei giovani esperti di informatici formatisi negli anni Novanta. Il suo obiettivo è fornire servizi informatici (come server, caselle di posta elettronica, mailing list) a una molteplicità di gruppi antagonisti. La prima associazione chiamata a gestire il collettivo è la Investici. Nel 2014 la sua sede legale viene spostata a Pisa, in vicolo delle Donzelle. Cos’è successo? Semplicemente abitava e lavorava a Pisa uno degli appartenenti al collettivo: si tratta, per l’appunto, di Paolo De Rosa. Appassionato da informatica fin da bambino, si era trasferito a Pisa per studiare Ingegneria delle telecomunicazioni e, durante gli studi, aveva iniziato a lavorare per UniPi e altre aziende locali. De Rosa fa carriera nell’ateneo, ricoprendo ruoli sempre più importanti nella gestione della rete universitaria. Poi – ha spiegato – «l’assenza di prospettive e di crescita professionale all’interno del mondo universitario» lo diressero verso l’estero. Fino al 2018, quando comincia a collaborare con i governi italiani, occupandosi di identità digitale e poi anche del Green pass e dell’app Immuni, durante il Covid, fino ad arrivare alla Commissione europea. Nel frattempo, nel 2018, De Rosa e altre sei persone si trovano davanti a un notaio e danno vita ad AI Odv (organizzazione di volontariato), che prende il posto della vecchia Investici nella gestione del collettivo una modifica spiegata dallo stesso collettivo anche con la possibilità di accedere al 5 per mille.

Guerra legale

È stata proprio AI Odv a finire nel tritacarne del governo americano, per avere fornito servizi informatici a soggetti considerati eversivi, coma la fiera del libro anarchico di Seattle o un blog che documenta gli attacchi ai centri per l’aborto negli Usa. L’effetto delle “sanzioni” è arrivato anche in Italia, con Banca Etica che ha bloccato i conti dell’organizzazione, per timore di eventuali “sanzioni secondarie” . Un provvedimento nei confronti del quale Ai ha presentato un ricorso d’urgenza davanti al Tribunale civile di Pisa.

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