“Stazione di Torre di Pisa”: il nuovo nome che fa discutere – «Sì, però lasciate anche S. Rossore»
Parla il presidente del Parco, Lorenzo Bani: «La Torre è conosciuta in tutto il mondo e non ha certo bisogno di pubblicità, mentre molti meno turisti sono consapevoli della presenza di un parco straordinario a due passi, anche per l’insufficienza della cartellonistica che dalla città indica la strada per arrivarci»
PISA. «Va bene aggiungere il riferimento per segnalare la vicinanza della Torre di Pisa e della Piazza dei Miracoli, ma bisogna insistere per lasciare anche le denominazione storica San Rossore». Così il presidente del Parco, Lorenzo Bani, interviene sul progetto di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) denominato “Renaming Pisa San Rossore”. Ovvero il progetto di valorizzazione della seconda stazione cittadina, attraverso interventi di riqualificazione dell’ingresso, dei sottopassi e dei collegamenti con la città. Questo piano passa anche per il cambio di nome della stazione da “Pisa San Rossore” a “Torre di Pisa” per renderla più immediatamente attrattiva e funzionale a fini turistici.
La richiesta del Comune e il confronto con la Regione
Se anche il Comune ha chiesto di mantenere la doppia denominazione “San Rossore-Torre di Pisa”, o viceversa, Bani insiste ancora di più in questa direzione. «A questo riguardo – dice – mi sono confrontato anche con la Regione ed è importante che il Comune insista con Ferrovie». Il motivo principale, dal punto di vista del presidente del Parco, è presto detto: «La Torre è conosciuta in tutto il mondo e non ha certo bisogno di pubblicità, mentre molti meno turisti sono consapevoli della presenza di un parco straordinario a due passi, anche per l’insufficienza della cartellonistica che dalla città indica la strada per arrivarci».
La storia della stazione di San Rossore
Il nome San Rossore deriva, per la stazione, direttamente dalla sua storia. Venne attivata il 15 novembre 1846 quale capolinea provvisorio del nuovo tracciato diretto a Bagni di San Giuliano, posta sulla ferrovia Lucca-Pisa che, in seguito alla dismissione della stazione di testa di Porta a Lucca, avrebbe dovuto proseguire verso la nuova stazione di Pisa Centrale. Venne inaugurata con la denominazione di Pisa Porta Nuova per la vicinanza dell’omonimo ingresso nelle mura. Il 15 aprile 1861 venne attivato il nuovo tronco della ferrovia Tirrenica tra Pisa e Pietrasanta cui, sei giorni dopo, venne collegata la linea da Lucca. Il 10 dicembre dello stesso anno venne completata la tratta di collegamento con la stazione centrale di Pisa. Nel corso degli anni è stata utilizzata dai reali italiani per spostarsi da e verso la vicina Tenuta di San Rossore. Ha assunto l’attuale denominazione nel 1939.
Il valore ambientale del Parco
«San Rossore – aggiunge Bani – è un parco naturale di alto pregio ambientale e a renderlo ancora più incredibile è la vicinanza alla città e alla Piazza dei Miracoli. Come ha spiegato la professoressa Biagioli, è l’unico esempio in Italia di un’area estesa di ambienti umidi, dunali, boschivi e in parte agricoli che si interpone tra la città e la sua marina».
Gli sforzi per la valorizzazione
«Negli ultimi anni – sottolinea – abbiamo fatto molti sforzi per farlo conoscere e vivere sempre di più, e non solo nei giorni canonici del 25 aprile e dell’2 maggio, con eventi e iniziative come Viviparco, il centro per la biodiversità, i volontari del Parco, le visite guidate, la nuova cartellonistica interna, sempre coniugando la fruizione con l’attenzione alla salvaguardia della natura, perché più persone conoscono e amano il Parco, più persone lo vivono nel rispetto delle regole, più la sensibilità ambientale cresce. Anche l’impegno in collaborazione con Comune, Regione, Autolinee Toscane e altri enti per la pista ciclabile, il nuovo ponte ciclopedonale e il servizio bus del fine settimana vanno in questo senso. Non è certo il momento di iniziare a remare controcorrente».
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