Dengue in Toscana, c'è un focolaio nel comune di Piombino: la zona dei 10 casi e i consigli dell'Asl
Si tratta di persone residenti in varie zone della regione. Il sindaco Francesco Ferrari: «Nessun allarmismo, ma situazione da monitorare»
PIOMBINO. I due casi di Dengue accertati ieri (venerdì 4 settembre) a Campi Bisenzio sono riconducibili a due persone che, nei giorni scorsi, erano alle Fabbricciane. E a quanto dice la Regione Toscana ci sono altri casi simili (complessivamente dieci) in Toscana. A Piombino, insomma, c’è un focolaio di Dengue. «Non dobbiamo fare allarmismo – dice il sindaco Francesco Ferrari – ma la situazione è certamente da attenzionare. Ed è ciò che l’amministrazione sta facendo».
Disinfestazione a parte, la prossima mossa è convincere i proprietari dei terreni a eliminare i ristagni d’acqua in modo tale da togliere di mezzo le larve e da impedire il proliferare della zanzara tigre. Ma andiamo con ordine.
I primi casi
A differenza del primo caso di Dengue rilevato qualche giorno fa in città, riconducibile a una persona arrivata dall’estero, il secondo riguarda un cittadino che all’estero non è stato. Si tratta, dunque, di un caso di contagio autoctono. La malattia, cioè, è stata contratta sul territorio da una zanzara infetta. La stessa cosa è accaduta a un pratese, a due residenti a Campi Bisenzio e ad altre persone sparse per la Toscana che hanno in comune l’aver frequentato anche l’area delle Fabbricciane. Se dunque non c’è certezza matematica che il focolaio venga da lì si può dire che sia quanto meno estremamente probabile, cosa che riconosce anche la Regione.
Il sopralluogo
Tanto che ieri è stato effettuato un sopralluogo in zona a cui hanno partecipato l’assessore Gianni Fedeli e rappresentanti del dipartimento di prevenzione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana e dell’Istituto Superiore di Sanità. C’era anche la ditta incaricata per la disinfestazione che, però, non ha operato. Questo perché si è ritenuto che il problema maggiore riguardi le larve.
I ristagni d’acqua
Alle Fabbricciane ci sono orti e campi appartenenti a vari proprietari in cui, spiega il sindaco, «i ristagni d’acqua favoriscono il proliferare della zanzara tigre». Dunque sarà messa su una campagna informativa affinché i privati (e soprattutto quelli a cui sono riconducibili i terreni alle Fabbricciane) ripuliscano i propri campi eliminando l’acqua e, di conseguenza, le larve di zanzare. La disinfestazione propriamente detta, infatti, è possibile solamente sugli esemplari adulti, che sono quelli da cui si contrae la malattia. Agendo sulle larve, invece, si impedisce il proliferare di esemplari e, dunque, si possono tamponare eventuali ulteriori contagi.
I consigli dell’Asl
Questi i consigli dell’Asl. «Le zanzare si riproducono nei piccoli ristagni d’acqua e per questo si raccomanda di svuotare regolarmente sottovasi, secchi, innaffiatoi e altri contenitori lasciati all’aperto; di cambiare spesso l’acqua nelle ciotole degli animali e svuotare le piscine gonfiabili quando non vengono utilizzate; di coprire cisterne e contenitori usati per raccogliere l’acqua piovana; di tenere pulite fontane, tombini, griglie e piccole vasche. Un’indicazione importante è quella di proteggersi dalle punture con repellenti, zanzariere e indumenti lunghi e chiari. Restano poi essenziali anche gli interventi di disinfestazione, in particolare la lotta larvicida, la più efficace perché interviene prima che le zanzare diventino adulte. È altrettanto importante individuare e trattare tempestivamente i focolai larvali, così come monitorare e contenere i casi segnalati sul territorio». Ovvero ciò che si sta tentando di fare a Piombino: monitoraggio dei casi segnalati e tentativo di debellare le larve nei ristagni d’acqua sui terreni alle Fabbricciane.
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