Piombino, aggredito un soccorritore della Croce Rossa durante un servizio – Ferito anche un carabiniere
La nota della Cri: «Chi presta assistenza in emergenza svolge un servizio essenziale per la collettività e deve poter operare in condizioni di sicurezza e rispetto»
PIOMBINO. Ogni soccorritore sa bene che ogni servizio comprende il rischio di fare brutti incontri. Ma quello che è accaduto nella notte fra giovedì 9 e venerdì 10 non può e non deve passare in cavalleria.
Cosa è successo
Il comitato della Croce rossa italiana riceve una chiamata per un litigio su una pubblica via del territorio comunale. Nelle informazioni inoltrate alla sede di via Boncompagni Ludovisi si parla di una donna ferita dal compagno e di carabinieri già sul posto. Al proprio arrivo il personale trova conferma e si mette all’opera, ma ben presto è chiaro a tutti che la situazione non è lontana dal limite; la presenza dei militari, tuttavia, dà un ragionevole senso di sicurezza. Poi succede tutto in un attimo.
L’aggressione
Le condizioni della paziente, visitata a bordo dell’ambulanza, non appaiono gravi; tant’è che poi lei stessa chiederà di firmare i moduli per rifiutare il trasferimento al pronto soccorso. Preoccupa di più l’atteggiamento dell’uomo che è con lei, al momento ancora presunto aggressore. Che infatti scatta e afferra per il collo un dipendente Cri, un veterano sulla cinquantina che deve fare appello a tutta la sua esperienza per non gettare benzina sul fuoco; anche perché il suo aggressore (questa volta sì) contestualmente si scaglia anche contro i carabinieri che cercano di mettere pace, ferendone uno.
Il soccorritore si sottoporrà a sua volta ad accertamenti sanitari che hanno evidenziato lesioni giudicate guaribili in sette giorni. A sua tutela vengono inoltre avviate le procedure previste dalla normativa vigente e lui stesso all’indomani va in caserma a sporgere denuncia, accompagnato dal suo presidente Francesco Ricucci.
La solidarietà della Cri
Oggi la Croce rossa italiana intende rinnovare, anche sulle pagine del nostro giornale, la propria vicinanza al dipendente; e allo stesso tempo richiamare l’attenzione sul crescente fenomeno delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari e del soccorso: «Chi presta assistenza in emergenza svolge un servizio essenziale per la collettività e deve poter operare in condizioni di sicurezza e rispetto. Ogni episodio di violenza nei confronti di soccorritori, operatori sanitari e volontari rappresenta un fatto grave che colpisce non solo le persone coinvolte, ma l’intero sistema di assistenza alla popolazione», scrive l’associazione in una nota.
Il cinquantenne è un veterano, l’abbiamo detto, ed è già rientrato a lavoro. Avrebbe anche rifiutato i giorni di riposo che gli spettano a seguito di eventi traumatici di questo tipo. Nel frattempo il suo comitato promette che «continuerà a sostenere i propri volontari e a collaborare con le istituzioni competenti affinché sia garantita la massima tutela di chi ogni giorno è al servizio della comunità».
Quanto accaduto, però, come da auspicio non passerà in cavalleria; e non solo per la denuncia sporta dal dipendente della Croce rossa italiana. Il suo aggressore, infatti, è stato fatto salire a bordo di una delle auto di servizio e portato in via Giordano Bruno, da cui è uscito la mattina seguente accompagnato dai militari: l’uomo, si apprende, si trova al momento sottoposto a un ordine restrittivo in merito al quale si attende la valutazione della Procura. Il carabiniere ferito non ha riportato particolari lesioni.
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