Il Tirreno

Lo scenario

Progetto Metinvest a Piombino, fase cruciale: «Autorizzazioni entro ottobre»

di Luca Centini

	Il rendering del progetto Metinvest
Il rendering del progetto Metinvest

Il Ceo Villa: «Jsw? Sarebbe positivo se anche questo tema si risolvesse». Il gruppo industriale non esclude possibili sinergie con la Magona. E sul terzo investitore: «Valutiamo più opzioni»

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PIOMBINO. L’obiettivo è chiudere l’iter autorizzativo a ottobre. E anche i tempi per la ricerca di un terzo investitore sono a buon punto. Non solo. L’auspicio è che anche la situazione di Jsw Steel possa risolversi «per avere una situazione definita da affrontare con tutti gli stakeholder». Sono alcuni passaggi dell’intervento di ieri mattina del Ceo di Metinvest Adria, Luca Villa, alla web radio di Siderweb, il portale nazionale specializzato della siderurgia. Il numero uno del gruppo italo ucraino ha fatto il punto, a poche ore dalla visita piombinese del ministro alle imprese e al Made in Italy Adolfo Urso. Tanta la carne al fuoco.

Prima di tutto, i tempi. «Siamo in dirittura d’arrivo», ha spiegato Villa, facendo riferimento alla ripresentazione del progetto negli uffici della Regione Toscana e del Mase (per l’esclusione di un’area umida di 7-8 ettari e la conseguente riduzione dell’impatto del progetto). «Il progetto è oggi in una fase decisiva. Dopo un percorso complesso, durato circa quattro anni, siamo arrivati alla fase finale dell’iter autorizzativo: abbiamo recepito le osservazioni degli enti e degli stakeholder coinvolti e ripresentato la documentazione aggiornata. L’obiettivo è ottenere le autorizzazioni entro il mese di ottobre, così da poter avviare successivamente le demolizioni e la realizzazione del nuovo impianto». Tempi in linea con quelli annunciati dal ministro Adolfo Urso nel corso degli incontri istituzionali a Piombino.

Nel corso dell’intervista radio Villa ha fatto sapere di aver già avviato interlocuzioni con la Regione sull’AIA, per portarsi avanti sui passaggi successivi. Il Ceo ha parlato di clima positivo intorno al progetto. «Avevamo impostato una tempistica aggressiva per mantenere tutti motivati, ma sapevamo che qualche slittamento ci sarebbe stato», ha ammesso ricordando come il cronoprogramma industriale prevede circa 30 mesi dall’apertura del cantiere alla produzione del primo coil.

Jsw in parallelo

Il numero uno di Metinvest Adria confida che, in parallelo, anche la questione di Jsw Steel possa risolversi. «Sarebbe positivo se anche questo tema si risolvesse, per avere una situazione definita da affrontare con tutti gli stakeholder», ha spiegato. «La situazione JSW resta un tema da risolvere nell’interesse dell’intero comparto industriale, ma il nostro progetto procede autonomamente grazie alle aree già individuate nell’accordo di programma e agli accordi raggiunti con gli enti competenti. Sul fronte occupazionale, il nuovo impianto rappresenta una grande opportunità: prevediamo oltre mille assunzioni dirette, a cui si aggiungeranno importanti ricadute sull’indotto».

Il terzo socio

Il Ceo di Metinvest Adria è tornato anche sulla notizia della ricerca di un terzo investitore che possa sostenere il progetto. «Più la struttura azionaria è diversificata, meglio è», ha spiegato Villa. L’attuale struttura azionaria, con Metinvest al 75% e Danieli al 25%, «potrebbe essere ulteriormente rafforzata dall’ingresso di un terzo soggetto, finanziario o industriale. Stiamo valutando diverse opzioni con l’obiettivo di individuare il partner più adatto. Rispetto alla fase iniziale, le criticità aperte sono oggi molto più circoscritte. Restiamo fiduciosi perché il progetto risponde a una necessità concreta del mercato europeo: realizzare un impianto moderno e competitivo in grado di rafforzare la filiera siderurgica e garantire nuova capacità produttiva».

Sinergia con Magona?

Nel corso dell’intervento con nella web radio siderurgica Villa ha esplorato le prospettive più prettamente industriali, volgendo lo sguardo anche allo stabilimento Magona, specializzato nella lavorazione di coils e in procinto di passare dal gruppo anglo - indiano Liberty agli svizzeri di Trasteel. «Siamo confinanti, quindi i due stabilimenti sono sicuramente sinergici», ha detto ricordando poi come il nuovo impianto green avrebbe una gamma produttiva molto flessibile, con coils da 0,8 a 25 millimetri di spessore e fino a 2.150 millimetri di larghezza, una delle più estese a livello europeo.

Materie prime

Sempre sotto l’aspetto prettamente industriale, Villa ha esplorato i temi relativi al reperimento delle materie prime per il nuovo impianto green. Per l’HBI (preridotto) Metinvest sta parlando con GravitHy, «realtà facilmente collegabile a Piombino via chiatta», ha detto Villa. Quanto al rottam, Villa ha ridimensionato le preoccupazioni sull’approvvigionamento. Per il Ceo di Metinvest Adria la posizione portuale di Piombino rappresenterebbe infatti un vantaggio competitivo. «L’obiettivo è intercettare materiale che dal Nord Europa o dal Regno Unito va verso la Turchia: rottame di qualità superiore, proveniente da ciclo integrale, quindi più pulito e idoneo per noi».

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