Elba, riapre la Villa de’ Mulini con i giardini restaurati: restyling da 2 milioni di euro
Ampliate le aree accessibili al pubblico e rafforzato il rapporto tra le residenze napoleoniche e il territorio circostante
PORTOFERRAIO. La data odierna, il 20 giugno, è una di quelle da contrassegnare sul calendario con la matita rossa perché, da oggi e per tutto questo fine settimana le due residenze napoleoniche, quella de’ Mulini e quella di San Martino, saranno aperte dalle 9 alle 18, 30. Successivamente entreranno in vigore gli orari consueti nei due musei.
La riapertura dopo un anno
Villa de’ Mulini, dopo circa un anno, torna a essere a disposizione delle visite. Da oggi, infatti il pubblico potrà vedere nuovamente i giardini delle due ville restaurati con un finanziamento integrale del Ministero della Cultura attraverso il PNRR con due milioni di euro. Si tratta di uno dei più importanti interventi di recupero e valorizzazione realizzati negli ultimi decenni sull’Isola d’Elba. Lo ha annunciato lo stesso Andrea Camilli, direttore dei due musei napoleonici elbani, nel Salone delle Feste de’ Mulini, alla presenza del sindaco Tiziano Nocentini e della giunta, di Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale dei musei nazionali della Toscana, Luca Gulli, responsabile unico del progetto di restauro, componenti dello Studio Bellesi Giuntoli che hanno avuto l’incarico del progetto di restauro dei giardini e l’artista scultore Andrea Roggi. L’obiettivo dell’intera operazione è consistito nel «restituire leggibilità storica - come si legge nel comunicato - e piena fruibilità a un sistema museale unico, ampliando le aree accessibili al pubblico e rafforzando il rapporto tra le residenze napoleoniche e il territorio circostante».
«Si è intervenuti - hanno detto i progettisti - basandosi su una ricerca storica, archivistica e paesaggista effettuato dal direttore Camilli che ha permesso di cogliere l’evoluzione delle due residenze, approfondendo il rapporto tra architettura, paesaggio e progetto napoleonico dell’Isola. Napoleone infatti considerava i giardini come parte integrante della sua visione politica e residenziale. Non semplici ornamenti, dunque, ma luoghi produttivi di rappresentanza e di controllo del territorio».
Il restauro del giardino
Al termine della conferenza, il pubblico è stato accompagnato a visionare il restauro del giardino de’ Mulini. Che si estendono su cinquemila metri quadrati sui bastioni medicei, restituendo continuità tra architettura, paesaggio e fortificazioni storiche. Quindi, recupero del giardino all’italiana, con reintroduzione di essenze arboree arbustive documentate da fonti storiche. Più articolato il recupero del parco napoleonico di San Martino. Si estende su un’area di 35mila metri quadrati. Il procedimento è stato seguito da Luca Gulli che si è avvalso della collaborazione di Luciana Linzalone e Francesca Bacci, mentre la direzione scientifica era affidata allo studio Bellesi Giuntoli. Si è trattato della messa in sicurezza dei percorsi storici, sulla sentieristica, le fontane napoleoniche, le sedute in pietra, le vasche e la fontana di Napoleone. Come pure la riqualificazione delle aree di accoglienza e dei servizi per il pubblico. L’intero percorso è illustrato nel volume "I giardini delle residenze napoleoniche dell’Isola d’Elba. La storia e il progetto di restauro", di Andrea Camilli e Luca Gulli.
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