Pannelli fotovoltaici e... pecore: in Toscana ecco l’impianto agri-pastorale
Solar Energy 29 vuole realizzare la struttura a Montegemoli
PIOMBINO. Oltre 33 mila moduli fotovoltaici da 700 Wp installati su una superficie di circa 33 ettari in località Montegemoli. Serviranno a produrre energia attraverso un impianto di potenza complessiva da 23,716 MWe, certo. Ma non è l’unico obiettivo. Quello che la società Solar Energy 29 Srl intende realizzare nel territorio comunale di Piombino è un impianto agrivoltaico integrato con attività agripastorale. Come? Il 16,25% della superficie utilizzata sarà coperta e ombreggiata. Insomma, sul prato all’ombra dei grandi pannelli fotovoltaici potrà trovare ristoro il bestiame.
I rendering allegati al progetto presentato dalla società di Bolzano, che nei giorni scorsi ha avviato la procedura di valutazione ambientale negli uffici della Regione Toscana, non lasciano indifferenti: un prato verde solcato dalle file di moduli fotovoltaici e, sotto, le pecore al pascolo. Sembra qualcosa di unico. In realtà in giro per l’Italia gli impianti agrivoltaici e zootecnici, che integrano dunque la produzione di energia alle attività agricole e pastorali, non sono poi così rari.
L’impianto
Il progetto prevede di utilizzare il terreno del campo in località Montegemoli per la coltivazione di un “prato pascolo polifita” «permanente, di durata illimitata, adatto alle condizioni microclimatiche che si vengono a creare al di sotto dei pannelli fotovoltaici – si legge nella documentazione presentata negli uffici Via della Regione Toscana – Il prato polifita presenta notevoli vantaggi, in termini di conservazione della qualità del suolo (accumulo di sostanza organica), incremento della biodiversità, e favorisce lo sviluppo di organismi terricoli, la diffusione e la protezione delle api, il popolamento di predatori e favorendo nel contempo il contrasto a malattie fungine e parassitarie delle piante coltivate, e della fauna selvatica. La presenza dei pannelli fotovoltaici non modifica la redditività del prato polifita e rende possibile la conversione alla coltivazione biologica, visto che il prato polifita non contempla lavorazioni colturali complesse».
«L’impianto agrivoltaico – proseguono dalla società – proposto fa sì che si crei fascia d'ombra che ombreggia con gradualità l'intera superficie del terreno da ovest a est, con conseguente riduzione di zone sterili per la troppa ombra e nemmeno zone bruciate dal troppo sole. Vari studi dimostrano che l'ombra proiettata dai pannelli solari sul terreno può fornire sia un riparo per le pecore nelle ore più calde della giornata e nei periodi più afosi dell'anno, sia rende possibile una maggiore crescita dell'erba di cui gli ovini si nutrono».
Il contesto
L’area oggetto dell’intervento è un’area pianeggiante, «inserita in un contesto di normale valore agronomico», si legge nel progetto. La realizzazione dell’impianto Agrivoltaico Zootecnico Avanzato si estenderà su circa 33,76 ettari, altri 1,54 ettari saranno occupati dalla nuova SEU (Sistema Efficiente di Utenza) afferente al Campo, che sarà collegato.
L’iter
Solar Energy 29 ha presentato l’istanza per la valutazione di impatto ambientale con una nota inviata alla Regione il 5 maggio scorso e poi perfezionata il 14 maggio. Il proponente ha trasmesso la documentazione per il rilascio del procedimento di Via alla Regione nell’ambito del procedimento di rilascio dell’Autorizzazione unica energetica.
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