Il Tirreno

La storia

Elba, porta i turisti sul peschereccio e cucina per loro le prede catturate

di Stefano Taglione
Giuliano Feola
Giuliano Feola

Sull’Iselba IV di Giuliano Feola, da Marina di Campo, si vive il mestiere per un giorno: «Mi sono buttato sul pescaturismo per trasmettere la bellezza di questo lavoro».

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MARINA DI CAMPO. Di giorno accompagna i turisti a pescare, mostrando come si tirano su reti e nasse e servendo a bordo il pesce appena catturato. Con gli eventi promossi attraverso il portale “GetYourGuide”, punto di riferimento per i vacanzieri di mezzo mondo. Di notte, invece, quando i tour non sono ancora “sold out” continua a fare quello che ha sempre fatto: il pescatore. Giuliano Feola, 38 anni, imprenditore e comandante di Marina di Campo negli ultimi due anni ha trasformato un’idea in un’attività vera e propria, puntando sul pescaturismo come nuova frontiera dell’offerta turistica isolana. La sua imbarcazione, l’Iselba IV, da tempo è diventata una presenza familiare nel porto campese.

Un peschereccio moderno, costruito su misura, con cucina a bordo, spazi per gli ospiti e attrezzature professionali. Un investimento importante, pari a diverse centinaia di migliaia di euro, nato con l’obiettivo di unire il lavoro tradizionale della pesca alle esperienze turistiche in mare sempre più richieste dai visitatori dell’isola. L’idea è semplice: far vivere ai turisti una giornata autentica insieme a un pescatore vero. Non una classica gita in barca, ma un’esperienza di lavoro reale tra reti, nasse, bagni nelle aree raggiungibili solo via mare e pranzo cucinato direttamente a bordo col pescato del giorno.

Per Feola, pescatore elbano di terza generazione e madrelingua tedesca, il progetto ha preso forma dopo mesi di preparazione. Ma l’avvio non è stato semplice. La prima estate avrebbe dovuto essere quella del debutto, invece si è trasformata in un lungo braccio di ferro con la burocrazia. Licenze, autorizzazioni, documenti mancanti e tempi amministrativi dilatati hanno tenuto l’Iselba IV bloccata per settimane, nonostante fosse già pronta a salpare. Un ritardo pesante, soprattutto considerando il mutuo acceso per acquistare la barca e la stagione turistica ormai compromessa. Solo alla fine della stagione turistica 2024, due anni fa, sono arrivati gli ultimi via libera necessari per iniziare l’attività. «È stata un’odissea», aveva raccontato Feola al Tirreno.

La prima vera stagione operativa è stata quindi quella dell’anno scorso. Quest’anno, invece, il pescaturismo ripartirà regolarmente. Nel frattempo l’attività si è fatta conoscere anche fuori dall’isola, comparendo sulle piattaforme internazionali dedicate alle esperienze turistiche come “GetYourGuide” appunto. L’esperienza punta molto sull’autenticità e sui prodotti locali, con gruppi limitati a poche persone per mantenere un clima familiare. Dietro l’aspetto turistico, però, resta il lavoro quotidiano del mare. Perché il trentottenne continua a uscire a pescare anche di notte, alternando l’attività tradizionale alle gite con i visitatori. Una scelta che racconta la direzione imboccata da molti operatori del settore: integrare la pesca professionale con nuove forme di turismo esperienziale, senza abbandonare il mestiere originario, d’inverno l’unico. «Mi sono buttato sul pescaturismo – spiega Feola – per trasmettere la mia passione e la bellezza di questo mestiere».

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