Immobili comunali in vendita a Portoferraio: il piano triennale e il mistero su Palazzo Coppedè
Il nuovo Piano delle alienazioni del Comune ridisegna il futuro del patrimonio pubblico: tra vendite milionarie, immobili strategici e un’operazione su Palazzo Coppedè ancora ferma ai box
PORTOFERRAIO. Luce verde alla proposta di Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari di proprietà del Comune per il triennio 2026/2028. Lo ha recentemente deliberato la giunta Nocentini che di fatto l’ha adottato. Se dovesse andare in porto in tutte le sue voci, alla fine entrerebbero nelle case della Biscotteria risorse importanti.
Palazzo Coppedè e Palazzo del Fascio
Ma c’è un dato, comunque, da rimarcare. Uno eclatante; l’altro meno. Quello più appariscente è costituito dalla circostanza che, nell’elenco, non figura Palazzo Coppedè, nella zona portuale. Quello invece meno vistoso è un appartamento ricavato nell’ex Palazzo del Fascio, in via Guerrazzi, n. 69 ha trovato un compratore. Per Coppedé allora cosa significa? Forse che l’ex Palazzo della Dirigenza e residenziale dell’Ilva è stato acquistato da privati? Dopo più aste pubbliche andate deserte, il Comune ha deciso di procedere con trattativa privata per la vendita a soggetti privati per valore di riferimento che si è progressivamente abbassato fino a circa 1,2 milioni di euro. Nel 2023 è stata avviata formalmente la procedura di vendita con trattativa privata. Così a fine anno sono arrivate tre offerte e individuato un soggetto “provvisorio”. Tutto fatto allora? Per niente. Nel 2024 non si arriva al passaggio di proprietà definitivo. Così nel 2025, dopo che è stato individuato l’acquirente, l’operazione si blocca, perché sono emerse criticità giuridiche (fideiussione mancata?), mettendo in condizione il Comune di rivalutare l’iter con i propri legali. A tutt’oggi non risulterebbe alcuna acquisizione da parte di privati, dal momento che la pratica è ancora in fase di definizione. Quindi allo stato attuale delle cose, l’operazione è bloccata dalla necessità di sanare i vizi di forma della precedente trattativa. Ma in via di sblocco. Ed è per questo motivo che il Palazzo Coppedè non compare nell’elenco. Nella trattativa inoltre si parla anche di un possibile riutilizzo della struttura. Si parla di finalità turistico-ricettivo, considerando la sua vicinanza agli imbarcaderi. Però anche di un contenitore culturale, per ospitare eventi espositivi, spazi pubblici. Esisterebbe anche un progetto approvato di riqualificazione. Ma la fase attuativa è lenta e complessa. Occorre, comunque, fare presto perché l’edificio è in stato di forte degrado e fatiscente, ora che anche il tetto è stato seriamente danneggiato.
Le altre alienazioni
Ma vediamo le altre alienazioni citate nel piano triennale della giunta. La più rilevante si trova in via Giosuè Carducci e riguarda immobili a uso commerciale che sono stati valutati 916mila euro. Di tutto rispetto è anche la struttura che insiste in viale Teseo Tesei, il cui valore è stato quantificato a 650mila euro. Fino a poco tempo fa, il complesso era utilizzato da uffici commerciali e da agenzie turistiche che operano sul territorio. Si passa poi al plesso ex Saponiera, meglio conosciuto come ex scuole elementari di Schiopparello (378mila euro). Seguono due appartamenti (248mila e 215mila euro) in via Guerrazzi e due in via Porta Nuova (uno di 235mila e l’altro di 230mila euro). Chiudono la lista due scantinati in piazza Dante, il primo con il valore di 86mila, il secondo di 32mila euro. Comunque l’obiettivo dell’amministrazione comunale è di fare cassa, per rinvestire in servizi, opere pubbliche e migliorare la qualità urbana attraverso la riqualificazione degli immobili, liberando così l’ente da beni costosi e poco produttivi da mantenere.
